Cerca English (United States)  Italiano (Italia) Deutsch (Deutschland)  Español (España) Čeština (Česká Republika)
domenica 24 ottobre 2021 ..:: EVA Expo Video & Audio - Parte Prima ::..   Login
Navigazione Sito

 EVA Expo Video & Audio - Parte Prima Riduci

 

 

 

 

INTRO

Quest'introduzione al mio report di EVA Expo Video & Audio risulterà forse superflua poiché Angelo Jasparro, amico di vecchia data e oggi organizzatore, si è già esaurientemente espresso sulle sue ragioni e modalità. L'ha fatto nell'intervista apparsa su queste pagine nello scorso settembre e sul sito ufficiale della mostra, che è davvero prodigo d'informazioni comprendendo foto e note dedicate a ogni saletta, con elenchi dettagliati sia dei componenti degli impianti che degli oggetti presenti in esposizione statica. A memoria, non ricordo di essermi mai imbattuto in un'attenzione ai particolari così certosina, tra l'altro sintomatica dell'eccellente livello organizzativo dimostrato in ogni fase della pianificazione. L'Introduzione sarà quindi anche inutile, ma siccome io provo un grande piacere nel farla, eccomi qui a stilare le mie brevi note. Prima di tutto, bisogna fare un applauso ai responsabili per la decisione che hanno preso di cimentarsi in un evento che si doveva svolgere con la pandemia ancora in corso, anche se i momenti più drammatici paiono superati, con l'obbligo quindi di rispettare delle stringenti norme anticontagio. Non casuale la scelta del luogo, l'Unahotels - Hotel Expo Fiera Milano a Pero, una grande struttura a breve distanza dalla capitale lombarda, con un centro congressi in grado di accogliere ben 2900 persone, munita di ampie sale riunioni, ristorante, centro benessere, sala fitness e una confortevole area relax. Non male per la prima mostra che si tiene in Italia dopo alcuni anni di silenzio imposti dal COVID-19.

Se qualche beneficio questa sciagura ha collateralmente portato, uno di questi è lo stimolo a riconsiderare quelle che in buona sostanza erano delle sagre carrozzone affollate e rumorose, dove tra l'altro ben poco si riusciva a capire. Oggi sono impensabili gli assembramenti di persone intorno ai tavoli di vendita o le salette strapiene, dove la gente ti passa di continuo davanti. Spesso si trattava di piccole sale in cui (specialmente quelle di maggior richiamo) occorreva farsi largo letteralmente a spallate. Attualmente è in corso la metamorfosi della fiera dalla sua accezione classica in una dimostrazione simile a quella che si tiene di solito nei negozi Hi Fi. Proprio come quella che mi accingo a visitare. Sono spuntate fuori allora le sedute distanziate per la decina circa di persone da accogliere in ogni saletta, dov'è stato quindi possibile muoversi con agio. Appassionati che avevano l'obbligo di effettuare una prenotazione prima di entrare. Audizioni dai trenta ai quarantacinque minuti e, tra l'una e l'altra, una pausa di un quarto d'ora durante la quale i locali venivano arieggiati. Ovviamente a disposizione di tutti del gel alcolico disinfettante (presente anche negli ascensori), mentre lo stand di accoglimento forniva mascherine a coloro che le avevano dimenticate a casa. Infine, nessuna bancarella allestita da venditori di dischi, accessori o altri oggetti: solo le sale avevano ragione d'esistere, ben segnalate e distanziate tra loro. Ambienti comunque non angusti, visto che il più piccolo partiva da 27 mq sino ad arrivare a 50 mq per quello di maggiori dimensioni. L'audiofilo si è potuto così concentrare sull'impianto che aveva davanti, non disturbato dalla musica delle sale o salette contigue, che erano vuote: il distanziamento valeva anche per loro.

A parte questi fattori extramusicali, ma indispensabili, quali sono state la maggiori novità presentate in sale dall'acustica mediamente accettabile? Procedendo in rigoroso ordine alfabetico, partiamo da quella della Extreme Audio - Vexo, che presentava gli imponenti diffusori Sigma Acoustics Orchestra 2.8, mentre la Vexo dimostrava il preamplificatore LP-PS in abbinamento con il finale a valvole da S40. La Sala Faber's Cable - Sound by Hari faceva suonare un impianto con le sontuose elettroniche Aries Cerat, che gli intenditori sanno collocarsi ai più alti livelli dell'High End. Dimitri Toniolo della MadForMusic, dal canto suo, annunciava i giradischi StSt e gli amplificatori Analog Domain. Carlo Colombo, entusiasta appassionato e titolare della MicroSound Technology, illustrava orgogliosamente i suoi XSP 11 e MSA11, rispettivamente un preamplificatore e un amplificatore finale di potenza, apparecchi la cui bontà ho già potuto apprezzare in una precedente seduta d'ascolto. L'ingegner Enrico Rossi della Norma Audio accoglieva nei suoi due spazi i diffusori francesi Atlantis Lab AT13PRO, AT21PRO, AT23PRO e AT31PRO, dalle ottime doti dinamiche. Una bella novità da un'altra ditta nostrana erano le elettroacustiche Novaudio Supreme, rigorosamente in sospensione pneumatica come da filosofia della casa. Ultimi della rassegna "News", ma non ultimi, i grandi floorstanding Sonus Victor Luna, pilotati da elettroniche vintage, come di consuetudine del titolare Victor Porkalov.

Bene, ora possiamo iniziare la passeggiata...

 

 

 

In una saletta tra le più apprezzate e frequentate della mostra, delle importanti novità venivano dimostrate dalle aziende italiane Extreme Audio e Vexo. La prima presentava i nuovi diffusori Sigma Acoustics Orchestra 2.9, dei tre vie dal nuovo design del cabinet, woofer in fibra di vetro da 15", midrange in fibra di polpa di papiro con magnete in Alnico e un fantastico tweeter AMT (Air Motion Transformer) dotato di magnete in Neodimio. Classico il  filtro crossover, con pendenze a 6 db/Ottava per basse rotazioni di fase. 8 Ohm è l'impedenza nominale e 94 dB/2,83V/m la sensibilità. Le Orchestra 2.9 promettono una facile pilotabilità anche da parte di amplificatori valvolari di bassa potenza.

La catena suonante, piuttosto complessa e articolata, prevedeva il giradischi Tourbillon, preamplificatore Phono GM_phono v. 2.01_4 EQ, lettore CD AVM Evolution CD1 e DAC Gaudio Sound GS 1.1. Due elettroniche erano, invece, la seconda - rilevante - novità presente in sala: parliamo del preamplificatore Vexo LP-PS e dell'amplificatore finale di potenza S40, entrambi a valvole.

Queste le specifiche principali del preamplificatore Vexo LP-PS: Valvole GZ34 (1) e 6H30 (8) - Larghezza di banda (a 1 Watt): 5 Hz - 250 KHz - Assenza di retroazione - Rapporto Segnale/Rumore: >90 dB. L'amplificatore finale di potenza S40 è invece Push-Pull parallelo di 300B a "Zero Feedback". Utilizza otto 300B, quattro 6SN7e due 12BH7. Potenza d'uscita 50 Watt RMS per canale (a 1 kHz), THD (a 1 Watt) <0,15%, risposta in frequenza 8 Hz - 60 kHz (+/- 1,5 dB), rapporto Segnale/Rumore >100 dB.
Una novità anche la serie di connessioni White Gold Stradivari "Gladiator" con l'inedita geometria "Hyper-Spiral" e nuovi conduttori Litz.

Il faraonico giradischi Extreme Audio Tourbillon.

 

 

Per quanto riguarda le nuove non è stata certamente da meno la sala che vedeva il gemellaggio tra la Faber's Cable e Sound by Hari. Con grande gioia degli hiendisti più estremi, arrivano finalmente in Italia le elettroniche Aries Cerat e i diffusori Zellaton. Dal canto suo la Faber's Cable si arricchisce nuovi modelli.

Questo l'impianto in dimostrazione: Preamplificatore Aries Cerat Incito S - Preamplificatore Phono Faber's Power GM phono v. 3.0 - Giradischi Vertere DG1 - Testina MM Vertere Sabre - Streamer/Music Server Taiko Audio SGM Extreme - DAC Aries Cerat Hélenε - Finali monofonici Aries Cerat Ianus Essentia - Diffusori Zellaton Legacy - Cavi Faber's Cable Fifth Element - Ciabatta Faber's Ground Power Six - Tavolini Taoc.

Streamer/Music Server Taiko Audio SGM Extreme.
Con una catena di questo livello non ci si poteva aspettare meno di un Server musicale allo stato dell'arte, progettato per offrire il suono più realistico possibile. L'SGM consente la riproduzione dei file musicali archiviati e della musica in streaming da Qobuz e Tidal. È dotato di una CPU Dual Intel Xeon Scalabile 10 Core. Incredibile la dotazione di RAM, di ben 48 Gigabyte.

Giradischi Vertere DG1.

Testina MM Vertere Sabre.
È una MM di livello High End. Molto interessanti le sue caratteristiche, a partire dal corpo lavorato con precisione dal pieno in lega di alluminio, con una massa complessiva perfettamente sintonizzata sul generatore. Questo è fissato in modo univoco al corpo tramite quattro viti posizionate e serrate con precisione per ottenere la massima rigidità e prestazioni. Il magnete è in Alnico, ottima la risposta in frequenza, che si estende da meno di 15 Hz a oltre 25 kHz, mentre l'uscita è di 4,0 mV. Promette, a detta del produttore, una gamma dinamica realistica, eccellente dettaglio e "punch" a bassa frequenza.

Preamplificatore Phono Faber's Power GM phono v. 3.0
È un oggetto ricco di possibilità, sul quale conviene soffermarsi un attimo. L'amplificazione è ottenuta mediante diversi Jfet in parallelo polarizzati con bias fisso (regolabile), funziona senza controreazione e impiega i pregiati trasformatori di Step-Up Lundahl (MC) in entrata e in uscita. Guadagno: MC 1 e MC2: 71 dB - MC3/MM: 51 dB. Può operare in deenfasi con cinque filtri di equalizzazione. Separazione stereo > 80 dB. L'impedenza di carico per MC1 e MC2 è regolabile indipendententemente in cinque valori: 30 - 100 - 300 - 500 - 1 KOhm, mentre quella per l'ingresso MC3/MM è variabile in cinque valori : 10 kΩ - 22 kΩ - 47 kΩ - 47 kΩ+220 pF - 95 kΩ. Ultima chicca il circuito automatico anti "bump" e muting all'accensione e spegnimento.

Preamplificatore Aries Cerat Incito S.
Nel cuore di questo raffinatissimo preamplificatore c'è uno stadio di guadagno a Zero Feedback, consistente in un piccolo SET e un super triodo accoppiato a un trasformatore che sfrutta l'altissima transconduttanza della valvola E280F. Realizzato principalmente dalla Siemens, questo tubo è caricato con un trasformatore di Step-Down di altissima qualità con avvolgimento secondario riconfigurabile per supportare il guadagno commutabile. Gli interruttori sul retro riconfigurano l'avvolgimento secondario per commutare tra 20 dB e 14 dB di guadagno massimo.

DAC Aries Cerat Hélenε.
Dalla realizzazione curatissima, come tutte le elettroniche del marchio, l'Hélenε ha uno stadio analogico preso in prestito dai modelli più grandi, vale a dire un piccolo amplificatore SET costruito attorno alla valvola E280F e caricato da un trasformatore d'uscita personalizzato. L'alimentatore dello stadio analogico utilizza come raddrizzatore il tubo GZ34, mentre i condensatori forniscono tensione a bassissimo rumore per l'amplificatore SET.

Amplificatore finale di potenza monofonico Aries Cerat Ianus Essentia.
Il suo progetto non è soltanto Single Ended, ma anche Single Stage, non esistendo uno stadio pilota e nessun stadio d'ingresso. La potenza erogata su 8 Ohm equivale a 40 Watt.

Diffusori Zellaton Legacy.
Ed eccoci arrivati all'elemento finale della catena, quello che in buona sostanza consegna il suono alle nostre orecchie. Particolare è il woofer di questo sistema da stand, il famoso Zellaton, la cui membrana è costituita da un sandwich di tre strati: una sottile pellicola di alluminio posta sopra uno strato di schiuma aerata ultra rigida, mentre il terzo è in carta. Siffatti coni sono incredibilmente leggeri e al contempo estremamente rigidi. Questo due vie è equipaggiato da un tweeter a cupola morbida da 20 mm, un mid-woofer Zellaton da 130 mm e un woofer passivo da 200 mm.

Ciabatta Faber's Ground Power Six.

 

 

La milanese MadForMusic di Dimitri Toniolo, pur senza trascurare le sorgenti digitali, ha sempre dato particolare attenzione alle analogiche. Lo testimoniano l'impegno a seguire le più importanti novità di mercato nel settore dei giradischi, preamplificatori Phono e testine. Tra le "news" presentate ai visitatori di EVA Expo, ci sono i giradischi StSt e gli amplificatori Analog Domain. A queste due si aggiungono oggetti Metronome Technologie, DS-Audio, Wilson Benesch e Faber's Cables. A ogni buon conto, all'ingresso della saletta c'era a disposizione del visitatore un elenco completo delle sorgenti, amplificazione, diffusori, rack e cavi presenti.

Disposti su un bel tavolino portaelettroniche Artesania Prestige, dotato di ripiano specifico per sorgenti analogiche, vediamo (dall'alto) il giradischi StSt Motus II DQ 12", fornito di braccio The Wand Plus da 12" e sistema testina/preamplificatore Phono DsAudio DS003, accanto a uno ionizzatore DsAudio. Seguono l'amplificatore integrato Analog Domain Isis e il lettore CD/SACD Metronome Aqwo.

Giradischi StSt Motus II DQ 12".
Dall'estetica molto semplice e pulita, questo giradischi è stato ideato da Stefan Strohmetz, un progettista che non ha mai rinunciato alla trazione diretta. Così Stefan ha messo a punto una soluzione proprietaria di motore a coppia ridotta che ha costantemente perfezionato a partire dal 1985. Il Motus è fatto a mano in Germania secondo le specifiche di finitura desiderate dal cliente e porta tutta i vantaggi della configurazione non sospesa. La base motore/cuscinetto/braccio è montata su un sottotelaio con cuscinetto e braccio rigidamente collegati (elemento critico per la microdinamica).

Amplificatore integrato Analog Domain Isis M75D.
Un fuoriclasse tra le elettroniche, si affaccia con soluzioni raffinatissime come il circuito proprietario Excalibur, una distorsione prossima allo zero e un rumore di fondo dichiarato per essere molto al di sotto della soglia percettiva umana. 250 Watt RMS per canale è la potenza erogata su carico di 8 Ohm. A detta del produttore, l'Isis ha la capacità di amplificare i segnali con una risoluzione e un controllo estremi. È disponibile in due configurazioni: amplificatore integrato e corrispondente amplificatore di potenza a due canali, entrambi tuttavia possono essere configurati come amplificatori monoblocco per installazioni che richiedono più potenza in stereo o per realizzare sistemi multivia, o ancora in sistemi multicanale.

Lettore CD/SACD Metronome Aqwo.
L'ibrido DAC + CD/SACD Aqwo consente di usufruire dell'alta qualità analogica Metronome sia per la funzione di riproduzione che per la conversione da digitale ad analogico, ha inoltre un numero d'ingressi e uscite che ne permettono l'utilizzo con molte sorgenti. Il suo ampio schermo 21/9 da 6 pollici e mezzo agevola la lettura delle informazioni sulla musica corrententemente riprodotta anche da una certa distanza. Nell'Aqwo sono installate di fabbrica le uscite AOP; un tubo termoionico può essere installato su ordinazione o successivamente all'acquisto. Come tutti i convertitori Metronome, anche l'Aqwo decodifica i formati PCM e DSD fino a 512 (x8). Solido e robusto, è disponibile con finitura argento o nera.

Diffusore Wilson Benesch Endeavour.
Incredibilmente accurate le prestazioni all'ascolto di questo sistema in carico isobarico, alle quali hanno certamente contribuito il fior fiore di sorgenti e amplificazione a monte. Timbrica sanissima e grande presenza è ciò che ho potuto apprezzare, anche se il mio ascolto è durato molto poco. Questo due vie e mezzo contiene una moltitudine di tecnologie all'avanguardia proprietarie Wilson Benesch, dalla nuovissima tecnologia Carbon Nanotech Enclosure all'Isobaric Drive System, all'A.C.T. Il cabinet è monoscocca, con una serie di componenti in fibra di carbonio e lega altamente ingegnerizzati e geometricamente ottimizzati. L'Endeavour ha una risposta in frequenza sorprendentemente estesa in basso per il tipo di diffusore: 38 Hz - 30 kHz. Il sistema di carico isobarico Tactic II a forma di conchiglia, consente l'emissione di bassi fulminei e una risposta in gamma medio-bassa perfettamente integrata. È equipaggiato con trasduttori Wilson Benesch: un tweeter Semisphere da 25 mm, un midrange Tactic II da 170 mm e due woofer Tactic II da 170 mm.

 

 

 

Una novità assoluta che EVA Expo si pregia di presentare agli audiofili è la MicroSound Technology, realtà italiana che si muove nel competitivo settore dell'Audio Hi End. Nasce dalla grande passione per l'elettronica e per l'ascolto di Carlo Colombo, un operatore con ben quarantacinque anni di progettazione elettronica alle spalle che ha deciso di proporre agli appassionati una linea di prodotti che si posizionano come ottima alternativa di livello internazionale. Tra i suoi obiettivi, oltre alla qualità sonora c'è anche quello della durata. Nella saletta era in ottima compagnia, essendoci anche ​Luca Olgiati, ritenuto una delle massime autorità nel settore del ricondizionamento e restauro degli apparecchi Studer e ReVox. Olgiati ha portato in fiera un apparecchio da lui restaurato che ha consentito ai visitatori di apprezzare di quali prestazioni sia capace un "Reel-to Reel" ReVox.

L'impianto completo: Giradischi Technics SL-1200 con testina Goldring MM E3, DVD Player Pioneer DV-989AVi, registratore a bobine ReVox PR 99, preamplificatore MicroSound Technology XSP 11, amplificatore finale di potenza MicroSound Technology MSA 11 e diffusori Vienna acoustics BEETHOVEN Concert Grand. Avevo già ascoltato le elettroniche MicroSound Technology in altra occasione, nell'ambito di un impianto dal livello molto alto, rimanendo favorevolmente colpito dalla loro qualità; oggi le ritrovo in questo setup, nel quale si sono espresse a meraviglia contribuendo all'emissione di un suono decisamente veloce e trasparente. Distillare una nota di merito particolare non mi è facile, ma in entrambi i contesti mi è sembrato di riconoscere un suono particolarmente naturale e privo di qualsiasi aggressività.

Carlo Colombo.

Preamplificatore MicroSound Technology XSP 11.
È realizzato completamente a componenti discreti nella sezione analogica, la regolazione del volume è fatta tramite un attenuatore passivo a relè con 128 step di 0,75 dB ciascuno. Pensato anche per i vinilisti, è dotato di equalizzazione RIAA passiva sull'ingresso Phono MM/MC, con carichi resistivi e capacitivi regolabili sull'ingesso Phono MC. Particolarmente contenuta è la distorsione armonica totale dichiarata, pari allo 0,00042% (a 10 dBV d'uscita) e 0,00024% (a 0 dBV d'uscita). Estesissima la banda passante, che va da 3 Hz a 260 kHz (-3 dB). Una finezza: nel telaio ci sono degli inserti in rilievo di vero ebano del Camerun.

Amplificatore finale di potenza MicroSound Technology MSA 11.
Non meno pregevole dell'XSP 11, questo correntoso finale è anch'esso totalmente costruito a componenti discreti nella sezione analogica, tramite tecnologia "Through Hole". Si segnala per l'assenza di componentistica SMD ed eroga almeno 150 Watt su carico di 8 Ω e 230 Watt su 4 Ω. Banda passante (a 180 Watt su 8 Ω) di 5 Hz - 72 kHz (-3 dB) e 5 Hz - 240 kHz (-3 dB) (a 10 Watt su 8 Ω). Contenuta in uno 0,17% la THD (a 150 Watt su 8 Ω). Damping Factor di 220. Di ben 180.000 µF è la capacità filtro complessiva sull'alimentazione (condensatori Cornell Dubilier). Impiega MOSFET di potenza nella sezione finale.

Vista interna dell'MSA 11.

Vista interna dell'XSP 11.

Diffusore Vienna acoustics BEETHOVEN Concert Grand.

Registratore a bobine ReVox PR 99.
Perfettamente messo a punto da Luca Olgiati, ha fornito grandi prestazioni all'ascolto. È, in buona sostanza, la versione professionale del notissimo B 77. Implementa l'opzione molto interessante del "Self-Sync", la quale dà la possibilità di riascoltare tramite la testina di registrazione. Veniva validamente sfruttata per registrazioni successive e sincronizzate sulle due piste, che così non soffrivano dello sfasamento temporale dovuto alla distanza intercorrente tra la testina di registrazione e quella di lettura.

Questi prestigiosi diffusori vintage, le AR3a, mi hanno fatto ritornare alla mente tanti di quei ricordi che la metà bastano. Le mostre audio mi piacciono anche per questo.

 

 

La prima parte del report termina con le due salette della Norma Audio Electronics, che in quest'occasione presentavano anche i diffusori francesi Atlantis Lab nei modelli AT13PRO, AT21PRO, AT23PRO e AT31PRO. Tutti gli audiofili sanno quanto gli oggetti dell'azienda cremonese siano ben costruiti e ben suonanti, frutto di una ultraventennale esperienza. Cominciamo la perlustrazione dalla sala che esponeva solo staticamente.

Diffusori Atlantis Lab AT21PRO (a destra) e AT13PRO.

Diffusore Atlantis Lab AT13PRO.
La serie Pro della casa francese adotta mobili in MDF, con rinforzi installati nel mobile per renderlo meno sensibile alle vibrazioni spurie in caso di pilotaggio ad alta potenza. Per questo l'AT13PRO mostra un grande rigore nell'energia irradiata su tutta la larghezza di banda, insieme a un'immagine stereo molto precisa. A detta della casa, come i modelli più grandi della gamma offre un suono particolarmente trasparente e riproduce con delicatezza molti dettagli, senza protagonismi da parte degli acuti. Il progetto professionale del woofer da 13 cm offre un'energia insolita a trovarsi nella gamma bassa, che rimane sempre pulita, veloce e dettagliata. Tra le specifiche tecniche citiamo la risposta in frequenza da 40 Hz a 22.000 Hz, la potenza sopportabile di 125 Watt e l'impedenza nominale di 8 Ohm. Peso: 9,5 kg.

Diffusore Atlantis Lab AT21PRO.
Di maggiori dimensioni rispetto all'AT13PRO, è un due vie con il tweeter caricato da una guida d'onda. Qui l'impedenza nominale scende a 4 Ohm; più estesa in basso è ovviamente la risposta in frequenza (35 Hz - 20 KHz a +/– 1 dB) ed esattamente doppia la potenza sopportabile, pari a 250 Watt (500 Watt di picco). Sale anche il peso, che nella AT21PRO è di 21 kg. Per rispettare queste ambiziose specifiche, la scelta si è focalizzata su trasduttori professionali, sviluppati per l'occasione dall'italiana Eighteen Sound.

La carrellata delle elettroniche Norma audio, ricordiamo in sola esposizione statica, inizia con il Modular DAC HS DA1.

Norma Modular HS Series DAC HS DA1 in versione "dark".

Norma Revo Digital Source CDP-1BR.
Meccanica TEAC, con cinque secondi di lettura buffer. Monta due DAC PCM 24 Bit, ha un filtro digitale e oversampling x8, con la possibilità di scegliere tra un filtro passa basso Sharp o Slow. Architettura di conversione proprietaria I-V.

Amplificatore integrato Norma Revo IPA - 140USB.
Considerato il fratello maggiore dell'IPA-70B, è un amplificatore integrato completamente Dual Mono da 140 Watt per canale su 8 Ohm che utilizza un sestetto di MOSFET per ciascun canale. I due blocchi mono condividono un pannello frontale comune e sono alloggiati in un solido chassis in alluminio amagnetico. Estremamente elevata la larghezza di banda elevata (> 2 MHz) e raffinatissima la costruzione, con elementi come i relè in oro/palladio sigillati per la commutazione della sorgente.
La versatilità è accresciuta dalla possibilità di personalizzare le connessioni ingresso/uscita e d'inserire la funzionalità pre Phono MM/MC tramite l'inserimento di due schede, una per ogni canale. Dispone inoltre di un ingresso digitale USB opzionale.

Amplificatore integrato Norma Revo IPA - 70B.
Eccolo il fratello minore dell'IPA 140. Si tratta di un integrato che eroga esattamente metà della potenza del modello superiore.

Una vista interna dell'IPA - 70B che consente di apprezzare l'eccellente livello costruttivo raggiunto.

Amplificatore finale di potenza Norma REVO PA 160 MR.

Cavi di segnale e potenza Norma Serie IC1 - IC2.

Terminiamo con la saletta suonante della Norma Audio, in cui l'avventore ha potuto sperimentare la validità dell'abbinamento tra le elettroniche italiane e i diffusori francesi. Al momento del mio ingresso in sala erano in azione la Sorgente Revo DS-1 in abbinamento con il Server Audio Innuos Zenith MK3, il preamplificatore REVO-SC2, gli amplificatori di potenza monofonici REVO-160MR e i diffusori Atlantis Lab AT31PRO coadiuvati dal subwoofer AT33PRO. Cosa dire del suono? Esprimo le mie impressioni con tre aggettivi: potente, dinamico e accurato.

Diffusore Atlantis Lab AT31PRO.

 

 

Segue alla Parte Seconda...


 Stampa   
Copyright (c) 2000-2006   Condizioni d'Uso  Dichiarazione per la Privacy
DotNetNuke® is copyright 2002-2021 by DotNetNuke Corporation