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martes, 30 de mayo de 2023 ..:: Amplificatore per cuffia Carot One Nik 58-Tube ::..   Entrar
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 Amplificatore per cuffia valvolare Carot One Nik 58-Tube Minimizar

 

 

INTRO

Come promesso, eccovi la seconda recensione riguardante Carot One, la quale segue a breve distanza quella dedicata al Nik 58-DAC. Mi sembra un'appropriata chiusura del cerchio sulla produzione portatile del marchio partenopeo, ma sarebbe davvero esaustiva se comprendesse anche gli auricolari Titta, Super Titta Earphone e Quasi Titta Earphone. È importante dare il giusto risalto a questa tipologia di oggetti, insieme a un modo nuovo di concepire l'alta fedeltà, sempre più focalizzata su quanto può offrire l'evoluzione tecnologica. Il fenomeno in realtà non è nuovo, è possibile individuarne la scaturigine in apparecchi che si affacciarono sul mercato già dal 1978, come il mitico Walkman della Sony o lo Stereobelt, una sorta di cintola sonora da portare in giro per ascoltare musica. Ecco il proliferare di piccoli amplificatori per cuffia da collegare allo Smartphone, i DAC, i lettori di rete che tra un po' ci faranno anche il caffè. Navigando in rete è possibile reperire molti amplificatori per cuffia a tubi, dentro una forbice di prezzi molto ampia; se non ho preso sviste, si va dal preamplificatore/amplificatore per Cuffie KMKO 6J1, venduto su Amazon in Kit DIY per la cifra di 22,38 euro, al sistema cuffia più amplificatore Sennheiser HE 1 da 69.990 euro. Anche l'odierno oggetto della mia recensione rientra nella categoria dei portatili, nulla di nuovo sotto il sole quindi? Non proprio perché l'originalità, e per certi versi anche l'unicità, del Nik 58-Tube sta nell'essere forse l'unico ampli per cuffia al mondo così piccolo e leggero, misurando 58 mm di larghezza, 85 mm di profondità e 23 mm di altezza e pesando 230 grammi. Una vera impresa quindi farci stare dentro una valvola, per quanto piccola come la Philips JAN 6111 WA, che naturalmente non poteva essere innestata in un apposito zoccolo.


DESCRIZIONE



SPECIFICHE TECNICHE DICHIARATE

Valvola: Philips JAN 6111 WA
Massimo livello d'ingresso: 18 dBV
Impedenza d'ingresso: 10 KOhm sbilanciata
Risposta in frequenza: 25 Hz - 150 kHz (+/- 3 dB)
Potenza d'uscita: 102 mW (THD+N: 0,1%) su carico di 300 Ohm - 388 mW (THD+N: 0.1%) su carico di 16 Ohm
Guadagno massimo: 20 dB
Ingresso: Audio 3,5 mm Jack stereo x 1
Uscita: Cuffia 3,5 mm Jack stereo x 1
Dimensioni: Larghezza 58 mm x Profondità 85 mm x Altezza 23 mm
Peso: 0,23 kg
Misure imballo: 18 cm x 17 cm x 3 cm



Fedele all'impostazione stilistica di casa, il Nik 58-Tube ha un telaio in lega di alluminio 7075 lavorato CNC, con finitura arancio metallescente, molto simile a quello del Nik 58-DAC. Larghezza e profondità sono le stesse, essendo solo un po' più alto: 23 mm contro 13 mm. Conservato quindi il "Family Feeling" tipico della Carot One, atto a dare una veste accattivante ai suoi oggetti. Nella scorsa recensione non ho parlato della confezione, ma lo faccio volentieri ora. È uguale per i due oggetti (che sono invece diversi nella sostanza tecnica) e l'ho trovata molto gradevole, anch'essa di colore arancione, indovinato pure il contrasto cromatico con il blu dei bordi. Una teca fatta in robusto cartoncino con apertura a libro. Minimale la dotazione, che comprende esclusivamente un cavo terminato USB A--->Micro USB, necessario per la ricarica della batteria interna al Litio, la quale ha una durata di tre ore esatte, verificata a volume medio con la cuffia Muse M-278 BT. Non sono stato poi così cattivo, evitando l'uso della Sony MDR-CD 270, che ha un'impedenza di soli 24 Ohm, a fronte dei 32 della Muse. Sono sufficienti a coprire il tempo di una passeggiata, anche se l'EarMen Angel ha fatto molto meglio in tal senso, raggiungendo le 7 ore e 50 minuti ininterrotti di funzionamento, tenendo la mia Sennheiser HD 660S a volume d'ascolto medio/alto e in connessione bilanciata Pentaconn. Ritengo comunque che le esigenze energetiche di una valvola siano ben maggiori di quelle richieste dai moderni IC, per cui il Nik 58-Tube passa abbastanza bene l'esame di durata.



Sul pannellino anteriore troviamo, da sinistra, la manopola del volume, cui seguono le due connessioni Mini-Jack 3,5 mm per l'ingresso linea e per l'uscita cuffia. Dal lato opposto c'è il connettore Micro USB con accanto un minuscolo LED rosso che indica la ricarica in corso, poi un piccolo selettore (azionabile con uno stuzzicadenti o altro oggetto a punta) che attiva la modalità di campo sonoro. Spostandolo verso sinistra, recita il manuale utente, si ottiene un suono più ampio, mentre mettendolo a destra si ha un campo sonoro normale. Non so quanto sia in realtà utile tale aggeggio; se per "normale" s'intende un suono più ristretto (e anche un po' ovattato) siamo d'accordo, il mio spassionato consiglio è comunque di lasciare il selettore a sinistra e dimenticarvi di esso. La valvolina occhieggia attraverso una finestrella ovale, posta sul lato superiore dello chassis.




LA VALVOLA



Nessun chip c'è all'interno di quest'amplificatore per cuffia ma una "vecchia" e buona valvolina Philips JAN 6111 WA, vero cuore pulsante del Nik 58-Tube e responsabile delle sue deliziose prestazioni sonore. Parliamo di un doppio triodo del tipo "Heater-Cathode", con MU medio (guadagno massimo teorico in tensione, prodotto della transconduttanza per la resistenza interna), in grado di funzionare nella regione UHF, acronimo di Ultra High Frequencies, a indicare frequenze comprese fra 300 e 3000 MHz. È di costruzione subminiaturizzata, progettata per operare in condizioni severe di alta temperatura e "shock" meccanici vibrazionali. La resistenza alle sollecitazioni esterne tornerà certamente utile, visto il tipo di utilizzo del nostro oggetto, anche in previsione di comportamenti non particolarmente "riguardosi" da parte dell'utente. Altri dati interessanti sono la massima temperatura del bulbo, di 220°C, non certamente quella che raggiunge nel Nik, il quale s'intiepidisce appena anche dopo ore di funzionamento continuo. Seguono i dati del voltaggio di riscaldamento del filamento (6,3 V in condizioni operative normali e 6,6 V massimi), la massima tensione anodica di 250 Vdc (normale 100 Vdc), tensione del catodo/filamento (100 V, in condizioni normali). La corrente anodica si attesta invece su 8,5 mAdc (normale) e 22 mAdc (massima), mentre il fattore di amplificazione è pari a 20. Può bastare, non sono un grande esperto di valvole e ciò che ho detto deriva solo da un'attenta lettura del Datasheet. La JAN 6111 WA sarà in grado di esprimersi dopo circa 15 secondi dalla messa in tensione.



Non si preannuncia certamente facile l'eventuale rimpiazzo, poiché non è montata su un classico zoccolo, ma i contatti sono piegati, rivestiti di una guaina in materiale gommoso trasparente e saldati sulla faccia inferiore della PCB. Un montaggio sicuramente giustificato dallo spazio esiguo disponibile, che però rende l'operazione di sostituzione non alla portata del semplice utente.


LE MISURE

SETUP

Scheda audio Focusrite Clarett 2Pre USB
Oscilloscopio digitale FNIRSI 1014 D
Carico 32/300/600 Ohm autocostruito
Cablaggio Kimber Hero e Supra Dual RCA



Guadagno: 14 dB

Clipping: 1420 mV

Potenza erogata a 1 Volt (THD/THD+N 8,2%):
0,03125 Watt (31,25 mW) su carico di 32 Ohm
0,00333 Watt (3,33 mW) su carico di 300 Ohm
0,00166 Watt (1,66 mW) su carico di 600 Ohm

Impedenza d'uscita: 42,87 Ohm

Impedenza d'ingresso: 8286 Ohm

Differenza canale destro/sinistro: 0,05 dB



Estesa e regolare appare la risposta in frequenza del Nik 58-Tube sul carico di 33 kOhm (ingresso linea della scheda audio), con una lievissima esaltazione delle frequenze molto alte, oltre i 20 kHz, che porta i 50 kHz a +0,04 dB e i 70 kHz a +0,07 dB rispetto al centro banda. Si tratta di inezie inudibili. Tenendo conto dei limiti della scheda audio e del software (192 kHz) possiamo ritenere attendibile la risposta in frequenza dichiarata di 25 Hz - 150 kHz (+/- 3 dB). Sul versante basse, addirittura pessimistico è il limite dichiarato di 25 Hz, essendo i 10 Hz ancora a -0,37 dB.



In questo grafico sono riunite in overlay le tre risposte in frequenza relative ai carichi di 32 Ohm, 300 Ohm e 600 Ohm. Nessun problema con i due superiori di 300 Ohm e 600 Ohm, se non un decadimento sulle basse lievemente più pronunciato, ma sostanzialmente irrilevante. Il Roll-Off è invece più pronunciato sui 32 Ohm, dove compare anche un'irregolarità della risposta in forma di lieve avvallamento fra 300 Hz e 800 Hz. Il decadimento delle basse sui tre carichi, partendo dalla situazione più favorevole dei 600 Ohm, a seguire, è a 50 Hz di 0,02 dB/0,03 dB/0,12 dB. A 20 Hz invece è di 0,16 dB/0,22 dB/0,91 dB. Ma ciò che è più evidente è la notevole differenza di livello della risposta su carico di 32 Ohm, di ben 7,09 dBV/V inferiore rispetto ai 600 Ohm e di 6,53 dBV/V rispetto ai 300 Ohm. Un divario giustificato dalla consistente impedenza d'uscita del Nik 58-Tube, pari a quasi 43 Ohm. Nell'ideale partitore di tensione rappresentato dalla resistenza dell'amplificatore e da quella del carico, infatti, la tensione più alta si scarica sulla resistenza maggiore.



Non possono certo essere considerate basse le distorsioni di quest'amplificatore per cuffia, sin dalla tensione test più bassa di 500 mV. Parliamo di una THD e THD+N del 3,3%, seguita dalle tre IMD a 13/14 kHz, 19/20 kHz e 250/8000 Hz, che sono rispettivamente del 2,34%, 2,37% e 10,85%. Salendo la tensione, salgono ovviamente anche i tassi, che diventano a un certo punto sensibili anche all'orecchio, provocando fatica d'ascolto. Sotto le spettrali potete leggere tutti i risultati. In ogni rilevazione si manifesta una netta prevalenza degli ordini pari sui dispari e questo non può portare che a un suono molto ben accetto all'orecchio, armonicamente ricco, di una pienezza che dà una grande soddisfazione a chi ascolta. Purtroppo, se la distorsione sale troppo, questa caratteristica si perde ed emerge inevitabilmente un certo fastidio. Le spettrali rendono una fotografia perfetta della situazione: a 500 mV la seconda armonica si trova a un'altezza di -35,6 dBV, la terza a -73,3 dBV, mentre a 1000 mV si passa rispettivamente a -21,7 dBV e -61,6 dBV.



I grafici della THD/THD+N in base all'impedenza di carico sono altrettanto eloquenti. Il massimo della distorsione si verifica su 32 Ohm, con una THD del 10,34%, valore che scende all'8,21% su 300 Ohm e all'8,22% su 600 Ohm.



I prospetti della THD, seconda e terza armonica Vs frequenza, esibiti in dB e percentuale, confermano quanto visto all'analisi di spettro, ma esteso su un ambito che va da 20 Hz a 20.000 Hz. Le curve appaiono davvero molto regolari, dove la THD coincide con la seconda armonica, mentre notevolmente più staccata è la terza. Al di sotto dei 200 Hz si assiste a una modesta risalita della terza armonica, mentre la seconda risulta una retta perfetta. Questo a 500 mW e su carico di 33 kOhm. Tale andamento viene sostanzialmente replicato sui carichi di 32, 300 e 600 Ohm, ma con delle variazioni percentuali sensibilmente più elevate.



Mi sono parecchio divertito con il mio oscilloscopio digitale FNIRSI 1014 D a vedere il comportamento del Nik 58-Tube alle varie forme d'onda. Oltre alle fondamentali sinusoidale e quadra, quest'ultima eseguita alla frequenza di 1, 10, 20 e 50 kHz (1 Volt), mi sono cimentato anche con la triangolare e scalettata. Il clipping si è rivelato asimmetrico e valida la risposta all'onda quadra. Per le varie forme d'onda mi sono affidato al generatore di segnale DDS (Direct Digital Synthesis) integrato nell'oscilloscopio, che supporta dodici tipi di segnale di funzione e fino a dodici parametri di misurazione.


CALLIGRAFISMO SONORO
L'ASCOLTO


Cuffia Sony MDR-CD 270: Sensibilità 98 dB/mW - Impedenza 24 Ohm a 1 kHz
Cuffia Muse M-278 BT: Sensibilità 98 dB (1 V) - Impedenza 32 Ohm
Cuffia Sennheiser HD 660S: Sensibilità 104 dB (1 V) - Impedenza 150 Ohm

Chi mi conosce sa che amo praticare in ogni occasione un linguaggio continente, anche in presenza di evidenti difetti in quello che provo. Insomma, non mi piace veder scorrere il sangue. Tuttavia, se nel caso del Nik 58-DAC qualche lecita critica poteva essere mossa, nel Nik 58-Tube possiamo parlare di qualche consiglio da dispensare all'utilizzatore, reso necessario da tre elementi tecnici che sono spiccati nella sua analisi. Il primo è la tensione d'uscita utile, piuttosto scarsa visto che il clipping si verifica a soli 1,42 Vrms, il che impone l'utilizzo di cuffie dalla notevole sensibilità. Il secondo riguarda le distorsioni, decisamente elevate già alla tensione di 500 mV, che diventano ovviamente ancora maggiori a 1 Volt, limite oltre il quale consiglio di non andare. Il Carot One si comporta al banco di misura come un tipico valvolare Single-Ended, cioè con una prevalenza delle distorsioni di ordine pari, cosa che rende il suono molto ricco armonicamente e di ascolto particolarmente gradevole. Un carattere che ritroviamo tutto nel nostro DUT, unito a una cura del dettaglio fine davvero notevole. Un terzo elemento è l'impedenza d'uscita, risultata molto alta per un amplificatore, questa pone qualche problema di livello e fattore di smorzamento in cuffie dall'impedenza particolarmente bassa, ma di questo abbiamo già parlato nell'analisi delle misure. Insomma, si sarà già capito che siamo in presenza di un oggetto davvero ben suonante, a patto che si verifichino delle precise condizioni, entro le quali il Nik 58-Tube se la gioca alla pari con le elettroniche più raffinate.

Tutto sommato semplice la catena riproduttiva che ho prescelto, costituita dall'EarMen Angel usato come DAC, un oggetto di alto livello che fa uso di un pregiato IC Sabre ES9038Q2M, in grado di processare file audio in DSD 256 DoP, Nativo, DSD 512, DXD fino a 768 kHz, PCM fino a 768 kHz, senza farsi mancare gli MQA Rendering (OFS, MQA, MQA Studio, MQA) e MQA Full decoding Authenticated. I file processati sono stati inviati poi all'uscita Line SE dell'Angel (Direct) per poi essere consegnati al Nik 58-Tube in qualità di "driver" per le tre cuffie. Molti sono i file che ho ascoltato in questi mesi di permanenza del Carot One in casa, anche quelli compressi provenienti da Spotify. Quest'amplificatore è innanzitutto in grado di allacciare un duraturo vincolo con la musica, ci si affeziona presto a quest'oggettino arancione, alla sua musicalità che lascia le porte sempre aperte a una concezione molto sana del suono. Una grande trasparenza, orizzonti ampi e ariosi si materializzano nel brano strumentale Pirates degli Emerson, Lake & Palmer, dal primo dei due album di Works. I piani orchestrali acquistano plastico rilievo, sbalzano su un ricco tappeto di dettaglio. Segue, dallo stesso disco, il suggestivo Piano concerto N.1, una composizione di carattere classicheggiante di Keith Emerson. L'opera fu eseguita con la London Philharmonic Orchestra e ammicca anche al Jazz, chiaramente presente in alcuni passaggi. Il triangolo viene riprodotto con nitidezza e puntiforme precisione dal Nik, senza scompensi di bilanciamento che possano appannarne la timbrica.

L'ascolto prosegue ancora con il pianoforte, questa volta in veste di solista, con l'enigmatico, quasi allucinato Lives Through a Glass, che vede Orazio Sciortino nelle veste di compositore ed esecutore, un brano tratto dal lavoro Self Portrait Piano Works. Parliamo di uno strumento di grande spessore armonico, dai suoni sognanti e velati di un'ermetica malinconia; di ben diverso carattere è l'ultima uscita discografica dell'artista siracusano, C.P.E. Bach - Piano Concertos & other works for solo piano, etichetta Hänssler Classic, un lavoro di smagliante brillantezza, urgente e drammatico, in cui Sciortino, eccellente pianista, ha modo di esternare un virtuosismo di alto livello. Molto buona la presa sonora, corposa e dal carattere eminentemente "live", foriera di marcati contrasti dinamici che il nostro riesce a seguire senza affanno. Ma è ancora la squisita stoffa timbrica a emergere, autentica e pulsante, sempre rispettosa delle sonorità originali. Sulle qualità artistiche di quest'album si potrebbe parlare a lungo, in termini certamente elogiativi, ma non è questa la sede adatta. Non potevano mancare le voci nella disamina di un oggetto così calligrafico, dal bellissimo album Le canzoni di Fiorella Mannoia, che non posso fare a meno di ascoltare per intero, il brano d'apertura Il Tempo Non Torna Più denota una classe musicale cui l'amplificatore rende piena giustizia con un comportamento particolarmente carnoso, di quelli che riempiono le orecchie senza lasciare margini d'inappagamento. Nella poetica Le Notti di maggio veniamo immersi in una profumata atmosfera primaverile, ricca di fragranze, così come nella ritmata Oh che sarà/Oh Que Sera (un capolavoro) il rullante ricama delicate trame sonore di grande levità acustica, ci si sente sollevati di tre metri da terra ascoltando questo brano.

Il testimone viene consegnato al grande Faber (Fabrizio De Andrè), impegnato nello straordinario percorso artistico delineato dal triplo album In Direzione Ostinata e Contraria. Scorrono Amore che vieni, amore che vai, Carlo Martello Ritorna Dalla Battaglia, Creuza De Ma, Â duménega e Don Raffaè. Ottime incisioni, testimonianza di un vero e grande poeta della canzone. Sonicamente parlando, siamo all'antitesi di amplificatori dal carattere ovattato, qui tutto è pulsante, veloce, pur se costantemente adorno di una superiore musicalità, di una piacevolezza ben nota agli estimatori dei valvolari SE. Concludo questa mia veloce carrellata con un ascolto sinfonico: Gustav Mahler: Des Knaben Wunderhorn - Barbara Bonney (soprano), Matthias Goerne (baritono), Sara Fulgoni (mezzo-soprano), Gösta Winbergh (tenore). Direttore Riccardo Chailly, alla testa della Concertgebouw Orchestra, etichetta Decca. Questo corno magico del fanciullo è davvero fatato se messo nelle sue mani, un sublime fluire di musica non infastidito da approssimazioni, estremamente lucido e stagliato su un palcoscenico sonoro di rimarchevole profondità. Grazia e lucidità, questo è il Carot One Nik 58-Tube. Viene venduto sul sito ufficiale per un prezzo di 899 euro.


Alfredo Di Pietro

Maggio 2023


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