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domingo, 22 de febrero de 2026 ..:: Diffusore Boenicke W5 ::..   Entrar
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 Diffusore Boenicke W5 Minimizar

INTRO


Sven Boenicke

Risale all'aprile 2025 la mia recensione (Link) del W8, un diffusore prodotto dal marchio svizzero Boenicke Audio, fondato nel 1999 a Basilea da Sven Boenicke. Nel catalogo delle elettroacustiche le W8 si posizionano subito sopra le W5, oggetto di questa recensione, e sotto altri tre modelli d'importanza crescente: W11, W13 e W22, quest'ultima magnifica ammiraglia dove la filosofia del progettista ha potuto esprimersi con la massima larghezza di mezzi. Come avviene in ogni produttore deciso a conferire una peculiare personalità a tutti i suoi modelli, il cosiddetto "family feeling", anche le W5 aderiscono a quelle particolari scelte progettuali mirate a ottenere un suono che sia il più naturale e armonicamente completo possibile. Sono delle desiderata che il progettista ha potuto soddisfare grazie alla sua attitudine sia tecnica che artistica, essendo non solo un valente elettroacustico ma anche il direttore dell'etichetta discografica audiofila B:There Records. Grande è l'esperienza che ha accumulato in oltre un ventennio, lasso di tempo in cui ha registrato musica in circa trecento sale da concerto, molte delle quali con il pubblico in sala e lui costantemente presente nel luogo dell'esecuzione, dall'inizio alla fine.

Così ha potuto sviluppare quella sensibilità al suono, in tutti i suoi parametri, che solo pochi progettisti al mondo possono vantare, riversata in un secondo tempo nell'intera produzione del marchio, che, ricordiamo al lettore, comprende anche due elettroniche, dieci modelli di cavi e sei utili accessori. Tutto è fatto esclusivamente nella città svizzera di Basilea, nella sede della Boenicke Audio, in Ramsteinerstrasse 17, è lì che per ogni prodotto viene fatto l'assemblaggio, il controllo di qualità e la messa a punto, in un percorso che va dalle fasi iniziali alla loro forma finale. In questo contesto Sven appare come un sorta di "deus ex machina", la "divinità che scende dalla macchina" per risolvere con il suo ingegno quelle problematiche che pongono dei sistemi non convenzionali come i suoi, rivestendo il fondamentale ruolo di prendere tutte le decisioni e occuparsi della maggior parte del lavoro. Un professionista molto attivo anche come espositore ai più importanti eventi audio in Europa.


IL BOENICKE W5 SOTTO LA LENTE D'INGRANDIMENTO

SPECIFICHE TECNICHE VERSIONE STANDARD

- Sensibilità: 83-86 dB/watt/m a seconda della frequenza.

- Impedenza nominale: 4 Ohm.

- Peso: 3,5 kg/il pezzo (solo il diffusore).

- Dimensioni: 29,3 x 10,6 x 23,1 cm (Altezza-Larghezza-Profondità) - Altezza totale con il supporto: 75 cm.

- Woofer Tang Band W5-1138SMF da 5″ a lunga escursione (X-max = 9,25mm) sintonizzato a 50 Hz e non filtrato.

- Largabanda Fountek FE85 da 3″ con filtro passa-alto del primo ordine/Condensatore KZK/Installato un risonatore parallelo elettromeccanico da 2 cm.

- Tweeter posteriore d'ambienza Tang Band 13-1761S.

- Orientamento del cablaggio interno ottimizzato/Conduttore Litz intrecciato ad alta frequenza e avvolto in seta.

- Armonizzazione inclusa.



Prima d'inoltrarmi nella disamina del Boenicke W5 devo fare un'importante avvertenza. I due esemplari che ho ricevuto da Luca Righetti, titolare di Mondo Audio, non corrispondono all'ultima versione rilasciata dal marchio svizzero, la W5 MK2. La differenza maggiore sta nel nuovo altoparlante largabanda realizzato su misura, che ora ha la bobina mobile in titanio e un "Phase Plug" in alluminio temperato. Questo nuovo trasduttore è un deciso passo avanti rispetto al precedente e, fenomeno risaputo, crea anche un basso molto migliore a causa delle diverse armoniche generate. Un'altra variazione riguarda i Binding-Post, che sono i KLEI Naked Harmony, dotati di dado di serraggio per terminali in ciliegio Green Harmonia, tornito a controllo numerico, in sostituzione dei WBT in plastica stampata a iniezione. Il KLEI è compatibile con tutti i diffusori Boenicke in circolazione e tutti gli altri, compresi gli amplificatori, che utilizzano terminali WBT, a eccezione del W22. Tipologicamente parlando il W5 è un monitor passivo che si può posizionare praticamente ovunque, su una scrivania, magari accanto a un PC,  in una libreria o su un supporto. Quello fornito in dotazione consiste in una piattaforma metallica su misura, da fissare con delle viti alla parte inferiore del mobile, che va poi montata su una sottile barra in acciaio nero alta 47 cm.



La base a pavimento è formata da quattro sottili bracci in acciaio da 16,5 cm disposti a croce che garantiscono una buona stabilità complessiva. Il montaggio non presenta particolari difficoltà e si porta a termine in pochi minuti. L'altezza complessiva del diffusore più il supporto è di 75 cm. Le W5 sono vendute in coppia, in un imballo di cartone con stampa effetto legno, ognuna accolta in un robusto sacco grigio. Ottime notizie provengono dal mobile, totalmente privo di spigoli vivi : il marchio svizzero è uno dei pochissimi al mondo che costruisce diffusori in legno massello, quindi niente MDF o HDF, niente impiallacciature ma vero legno scolpito con macchine CNC. Fa piacere constatare come anche in queste sorelle minori W5 il livello di finitura sia molto alto, congruo con il prezzo di vendita, e l'attenzione ai particolari molto meticolosa, al pari di quella per i più fini dettagli. Come per il modello W8, la struttura del cabinet è a conchiglia, realizzata in due metà speculari e ricavate dal pieno di alberi, che possono essere il noce, quattro tipi di rovere, frassino alburno, frassino olivastro e ciliegio. Queste due "valve" vengono incollate insieme senza soluzione di continuità, la linea di congiunzione è visibile (e non potrebbe essere diversamente) perché va a interrompere le venature del legno. Se invece facciamo scorrere i polpastrelli della mano sulla giuntura, non avvertiremo assolutamente alcuno scalino.



Il pannello frontale è inclinato. Sul retro si trova una placca portacontatti in acciaio inossidabile con una singola coppia di morsetti WBT Next Gen e un piccolo tweeter posto immediatamente sopra, avente lo scopo di donare una maggior spazialità alla scena. Altro particolare, che a una vista disattenta potrebbe sfuggire, è la disposizione asimmetrica sia dello sbocco Reflex rettangolare che della piastra portacontatti. Infatti, in corrispondenza della parete laterale che ospita il woofer troviamo una maggior distanza dal bordo dei due elementi, credo per guidare in un certo modo la diffusione posteriore del suono. Rivelatori in tal senso sono i diagrammi polari a 360°, davvero interessanti, che mostrano un comportamento quasi da sistema omnidirezionale. Mettendo il diffusore a testa in giù vediamo i feltrini premontati, i quali evitano il contatto tra legno e metallo al momento di avvitare la piattaforma dello stand al fondo del diffusore, un ottimo modo per evitare che questo si danneggi con dei graffi. Se il supporto da pavimento c'era, non mi sono invece pervenuti i piedini a molla, di norma inclusi nella confezione, che si montano nelle rientranze e negli inserti filettati, imitando il funzionamento dello SwingBase. Dall'esterno passiamo all'interno del mobile, dove si apprezza una struttura priva di superfici parallele, con delle linee arrotondate che obbligano le onde sonore a seguire un percorso curvilineo, opportunamente pensato per scongiurare l'innescarsi di risonanze modali interne.



L'osservazione della sezione trasversale (in una foto che ho reperito in rete) rende l'impressione di una notevole compattezza e solidità della struttura lignea, peraltro irrobustita da setti lamellari. Il caricamento del woofer, nonostante la ripiegatura lignea che conduce allo sbocco posteriore, si può certamente considerare a Bass-Reflex, dove il largabanda da 3" lavora in una camera dedicata sigillata a forma di ogiva. Per noi audiofili domestici (e coniugati), con diffusori così belli e poco invasivi il critico fattore WAF (Wife Acceptance Factor) sarà presumibilmente molto alto, al netto di qualche idiosincrasia particolare. Anche per il W5, come per tutti i diffusori Boenicke, è possibile scegliere tra il modello standard, quello oggetto della mia recensione, più altre due versioni maggiormente costose e con impostazioni più evolute, come componenti crossover migliorati e misure di linearizzazione acustica interna. Ad ogni modo non ci si può sbagliare su quella che abbiamo poiché la versione è chiaramente indicata sul retro, tra i due Binding Post. Credo proprio che l'eventuale utente non possa lamentarsi sulla disponibilità di finiture, che è davvero ampia e compatibile con la pratica totalità degli arredamenti domestici.



Abbiamo il Noce americano, rovere puro (con saturazione del colore intensa, simile al miele), rovere naturale (imita il legno grezzo, non trattato, con una saturazione del colore meno intensa), rovere pigmentato bianco, ciliegio, frassino pigmentato bianco, frassino "Core" (la pigmentazione può variare notevolmente tra parti più chiare e parti più scure e molto colorate. Molto vivido). La filosofia progettuale sottesa a queste elettroacustiche è esplicita e va a influire sulla particolare modellazione della funzione di trasferimento, attuata in base alle note curve isofoniche di Fletcher & Munson. Queste sono dei grafici psicoacustici sviluppati negli anni '30 che mostrano come la sensibilità dell'orecchio umano vari in funzione della frequenza e dell'intensità sonora. A livello percettivo questo significa che il nostro orecchio sente meno le frequenze basse e alte rispetto alle medie, soprattutto a volumi limitati, richiedendo così una maggior pressione sonora agli estremi per avvertire un uguale volume. Ma non si tratta solo di questo perché Sven è affezionato a una sorta di minimalismo che va a vantaggio della purezza del suono. Chiunque abbia ascoltato i suoi sistemi in una catena che sia alla loro altezza, tutto può dire ma non che questi soffrano di una timbrica innaturale o minimamente acida.



La sua personale ricetta per raggiungere un suono che spicca immediatamente per la sua genuinità ha come ingredienti l'utilizzo di altoparlanti che richiedano dei filtri minimali, rigorosamente del primo ordine elettrico, dotati di una componentistica di eccellente livello, uno specifico cablaggio, senza trascurare la presenza di risonatori elettromeccanici paralleli che "armonizzano" il suono in una direzione che il progettista ritiene favorevole per conseguire una certa timbrica.




GLI ALTOPARLANTI

Nell'economia del progetto sono stati individuati tre trasduttori che, con le loro caratteristiche sonore e specifiche tecniche, hanno concorso alla restituzione di un tipo di suono ben preciso, come da filosofia del marchio. Partendo dalle basse frequenze, troviamo il Woofer Tang Band W5-1138SMF da 5″ a lunga escursione (X-max = 9,25mm), è messo sul pannello laterale del mobile, non tagliato con alcun filtro e caricato in Bass-Reflex in un volume di 2,8 litri. Tra le sue specifiche c'è il cono in carta con una larga sospensione in gomma, poco smorzata. Il polo centrale è ventilato, in acciaio stampato il cestello. È consigliato dal produttore come idoneo per applicazioni con subwoofer. La sua impedenza nominale è pari a 4 Ohm, sensibilità 82 dB/1 W/1 m, risonanza in aria libera di 45 Hz e una risposta in frequenza dichiarata che va da 45 Hz a 1,5 kHz. Per questo, come per gli altri due, rimando i più tecnicamente curiosi ai relativi datasheet, facilmente reperibili in rete, dove sono elencate tutte le specifiche. In seguito faremo con le misure alla mano delle interessanti considerazioni. Il largabanda è lo stesso Fountek FE85 equipaggiato sul modello W8, sostituito come già detto da uno nuovo sulla versione MK2. Dotato di membrana in alluminio e bobina mobile da 20 mm, il produttore dichiara una risposta in frequenza fluida, bassa distorsione e transienti rapidi.


Tang Band W5-1138SMF

È stato pensato per sistemi multimediali. Per limitarci agli stessi parametri citati per il woofer, abbiamo un'impedenza nominale di 8 Ohm, sensibilità di 85,7 dB/1 W/1 m, risonanza in aria libera di 125 Hz e risposta in frequenza da 100 Hz a 25 kHz. Nel nostro W5 copre una gamma di frequenze che va da 200 Hz sino all'estremo superiore, a limitare la discesa in basso c'è un filtro passa-alto del primo ordine (6 dB/Ottava). È inoltre dotato di un risonatore a spirale parallelo da 2 cm. Parliamo infine del minuscolo tweeter, utilizzato come trasduttore d'ambienza, a emissione posteriore, che dà il suo contributo in termini di maggior aria e spaziosità. Si tratta del Tang Band 13-1761S, elevato è lo smorzamento del diaframma in tessuto, il magnete è al neodimio e il raffreddamento viene fatto tramite ferrofluido. È caratterizzato da un diametro della cupola di 13 mm e uno esterno complessivo di 19,5 mm. La sua impedenza nominale è di 8 Ohm, sensibilità di 88 dB/1 W/1 m, risonanza in aria libera 4000 Hz e una risposta in frequenza che si estende da 4000 Hz a 20 kHz. È un trasduttore che il progettista ha voluto tagliare con un filtro passa-alto del secondo ordine. Vale la pena ricordare che la funzione del risonatore parallelo dritto elettromeccanico in rame e oro da 2 cm, installato sul largabanda da 3", è quella di creare delle piccole quantità di segnale che vanno poi a sommarsi a quello principale arricchendolo armonicamente.


Fountek F85

Va da sé che tali dispositivi vanno progettati in modo corretto, devono essere il più precisi possibile, soprattutto in lunghezza, ma anche idonei nella metallurgia, altrimenti perdono la loro efficacia.


Tang Band W5-1138SMF


IL FILTRO CROSSOVER

Ottima neanche a dirlo la qualità della componentistica, interamente targata Mundorf: il crossover è complessivamente costituito da due induttori M-Coil, tre condensatori "Audiophile" MKP della serie M-Cap e due resistori M-Resist MOX a film di ossido di metallo. La rete divisoria è stata progettata allo scopo di avere un'ottima integrazione tra gli altoparlanti, tale da non far avvertire scalini, alias cambi di "voce", nel passaggio da uno all'altro. Si ribadisce in questa sede che il woofer non è filtrato, mentre il largabanda e il tweeter posteriore d'ambienza si, il primo con un filtro passa-alto del primo ordine elettrico (6 dB/Ottava), mentre maggiore è la pendenza del tweeter, che il progettista ha deciso di tagliare con un filtro passa-alto del secondo ordine elettrico (12 dB/Ottava).


AVVERTENZE IMPORTANTI

Allegato alla confezione c'è un foglio A4 dove sono riportate delle importanti informazioni sulla garanzia, rodaggio, trasporto e installazione. Patti chiari, amicizia lunga, si suol dire in questi casi. La garanzia prevede un periodo di 10 anni sulla manodopera, altoparlanti esclusi, ma diventa nulla se i diffusori si trovano in un ambiente asciutto con un'umidità relativa inferiore al 35% oppure se sono esposti a calore, come ad esempio riscaldamento ad aria calda o calore radiante, proveniente da una posizione vicino a un camino o, ancora, in caso di esposizione alla luce solare diretta o indiretta (per esempio attraverso una finestra). Il mancato rispetto delle suddette regole causerà il restringimento del cabinet, aumentando il rischio di crepe nel legno. Nel rodaggio si può credere o meno, ma se parliamo di parti meccaniche in movimento, come appunto i trasduttori, questo acquista una credibilità ancora maggiore. La Boenicke afferma che per ottenere risultati sonori ottimali occorre rodare gli altoparlanti per 250 ore, mentre per la loro stabilizzazione ci vorranno almeno 5 giorni dopo la consegna. Anche se in seguito vengono spostati in una stanza diversa, o anche di pochi metri, avranno comunque bisogno di questi 5 giorni per raggiungere il loro pieno potenziale sonoro.

Nelle avvertenze si raccomanda di non giudicare le prestazioni del diffusore entro i giorni indicati, poiché le differenze sonore tra un altoparlante completamente stabilizzato e uno che lo è solo parzialmente possono essere notevoli. Manco a dirlo, mi sono attenuto scrupolosamente a questi suggerimenti prima di ascoltare e misurare le W5. Nel trasporto è opportuno serrare sempre i morsetti di fissaggio, se sono allentati si rompono facilmente. Seguono dei saggi consigli d'installazione, incentrati sul fatto che i diffusori del marchio svizzero funzionano al meglio se distanziati un po' di più rispetto ad altri. Si consiglia di orientare i woofer verso l'esterno se le casse sono a meno di circa 2 metri l'una dall'altra, se invece si supera questa distanza, non esiste una regola generale se i woofer debbano essere rivolti verso l'interno o verso l'esterno, ma dipende dalla situazione specifica. La proverbiale collaboratività del buon Sven prevede anche l'eventuale invio di una foto della configurazione prescelta a info@boenicke-audio.ch. Lui sarà ben lieto di condividere la sua esperienza riguardo a possibili modifiche della collocazione.

 

VAI ALLE MISURE----->

L'ASCOLTO
SWISS HAPPINESS IN A BOX 2


L'IMPIANTO

Streamer WiiM A2 Pro AFC/Convertitore D/A MicroSound Technology CDA1
Giradischi Pro-Ject Debut II SE con testina Denon DL 160
Preamplificatore Phono Grandinote Celio
Amplificatore integrato stereo EAM Lab Studio 102i
Amplificatore integrato stereo NAD 3020B
Amplificatore integrato stereo NAD 304
Amplificatore integrato stereo Mohr SV50
Amplificatore integrato stereo Aiyima A02
Amplificatore integrato stereo Lym Audio 1.0T Upgraded Linea
Preamplificatore linea stereo Advance Acoustic MPP-202
Amplificatore finale di potenza Rotel RB 1070
Cablaggio di segnale Audio Quality, di potenza Fluxus Labirinti Acustici LTZ 900 e Supra LoRad 2.5 di alimentazione.

ALBUM ASCOLTATI

- ...Nothing Like The Sun - Sting
- Le Nuvole - Fabrizio De Andrè
- Lindbergh - Ivano Fossati
- Dreams - Grace Slick
- Medusa - Annie Lennox
- Travelogue - Joni Mitchell
- Stormwatch (2004 Remaster) - Jethro Tull
- Relics - Pink Floyd
- Works Volume 1 - Emerson, Lake & Palmer
- Heroica (Deluxe) - Maurizio Baglini
- Chopin Voyage - Yulianna Avdeeva
- Brahms - Schubert - Alexandre Kantorow
- Mahler: Symphony N. 7 (Live) - Symphonieorchester Des Bayerischen Rundfunks - Sir Simon Rattle
- Bruckner: Symphony N. 6 - Berliner Philharmoniker - Mariss Jansons
- Camille Saint-Saëns: Symphony N. 3 "Organ" - Chicago Symphony Orchestra - Daniel Barenboim
- J. S. Bach - Der junge Bach - Ullrich Böhme an der Bach-Orgel in der Thomaskirche zu Leipzig
- Symphonische Orgelmusik (Kuhn-Orgel St. Johannis, Hamburg-Altona) - Eberhard Lauer
- Buxtehude: Organ Works/Arp-Schnitger-Orgel Hamburg Vol. 1 - Rainer Oster
- Flamingo - Michel Petrucciani - Stéphane Grappelli
- Just the Two of Us - Cæcilie Norby & Lars Danielsson
- One Quiet Night - Pat Metheny
- Cores Da Lua - Giovanni Guaccero - Roberta Piccirillo
- Cambaio - Chico Buarque - Edú Lobo
- Copo Vazio - Gilberto Gil - Chico Buarque

Non è per indolenza che ho voluto scegliere la medesima carrellata di album che un anno fa selezionai per le Boenicke W8, ma per poter azzardare un confronto, seppure a distanza, tra queste e il modello W5 che ho sotto mano. La psicoacustica insegna che la memoria acustica non è affidabile come quella visiva o tattile, tendendo a svanire più rapidamente e a subire distorsioni nel tempo, ma io desidero provarci lo stesso. D'altronde, già ai primi ascolti non ho avuto difficoltà a riconoscere dei tratti comuni ai due sistemi, la mia curiosità era piuttosto di vedere come nel modello più piccolo il progettista svizzero fosse riuscito ad aderire a quello stile sonoro unico che caratterizza i suoi prodotti. Anche per le amplificazioni ho seguito lo stesso criterio. A causa della bassa sensibilità, la richiesta di potenza per far esprimere a dovere questo diffusore non può essere esigua, ma per onestà bisogna dire che è una caratteristica comune alla quasi totalità dei piccoli diffusori. Nella mia sala di 6x4 metri non ho fatto fatica a trovare un posizionamento soddisfacente in termini di bilanciamento tonale, pur non rispettando alla lettera la regola del triangolo equilatero. Le quote sono presto dette. La distanza reciproca tra i due W5 era di 225 cm, la posizione d'ascolto a 300 cm dai due diffusori, i quali erano distanti 70 cm dalle pareti laterali e 75 cm da quella di fondo.

Ho tenuto i woofer orientati verso l'interno per evitare le riflessioni sulle pareti laterali. Il W5 è emerso come piccolo sistema multivalente, ascoltabile sia posto su una scrivania che messo a sonorizzare una stanza anche di medie dimensioni. Le sue sembianze sono ingannevoli perché non ci si aspetterebbe una gamma bassa così importante né un palcoscenico tridimensionale di tali dimensioni da un diffusore così limitato nelle dimensioni. In tutti i brani ascoltati le due Boenicke hanno sfoggiato un preciso DNA, voluto con determinazione dal progettista e riconoscibile in ogni risvolto timbrico. Il fatto che il mediobasso sia piuttosto predominante sulle altre gamme non inficia la deliziosa raffinatezza timbrica di cui sono capaci, vero "leitmotiv" degli ascolti. Sono caratteristiche che le rendono sempre molto accattivanti, tanto più che tale amabilità va sempre a braccetto con una notevole resa del dettaglio, mai artefatta o posta in modo aggressivo. La voce di Sting in "...Nothing Like The Sun" è leggermente indietro nella scena, non invasiva, al pari delle femminili, ma non credo che una rigorosa linearità fosse in cima ai pensieri del buon Sven, quanto una resa meravigliosamente "smooth", del tutto priva di artificiosità e con un gran corpo in basso. La parte del leone in questo senso la fa il largabanda Fountek FE85, mentre i due Tang Band estendono e rifiniscono la risposta in frequenza agli estremi.

Parliamo di un trasduttore che nella versione MK2 delle W5 è stato soppiantato da un altro, ma già questo mi piace tantissimo e non ha mancato di sorprendermi per naturalezza, pulizia, velocità e piacevolezza d'emissione. Un'accuratezza che in qualche modo contrasta con l'assenza di frontalità, in tutti i sensi, del woofer, che esibisce un suono caldo e dai contorni morbidi. Due voci a confronto, timbricamente molto diverse tra loro, sono quelle di Fabrizio De Andrè (Le nuvole) e Ivano Fossati (Lindbergh). Si concretizza in entrambe un'immagine schietta, piena di tatto, consapevole delle rispettive personalità e mai arrogante. Non è un medio quello delle Boenicke W5 che assalta l'orecchio, ma è piuttosto in grado di mettere insieme in una felice comunione quelle caratteristiche di civile garbatezza e di morigeratezza che riconciliano l'orecchio con una pervasiva musicalità. Nello stupendo album Medusa, Annie Lennox mostra senza remore la sua sopraffina sensibilità melodica, una vocalità dai contorni quasi fiabeschi, intima e intrigante nella canzone Downtown Lights, evocatrice di un'atmosfera notturna e malinconica. Travelogue di Joni Mitchell è un album capolavoro, pieno di suggestioni orchestrali che si schiudono con grande trasparenza. Prodotto dalla stessa Joni Mitchell e da Larry Klein, vede agli arrangiamenti e alla direzione musicale Vince Mendoza.

All'album hanno partecipato prestigiosi musicisti come Wayne Shorter, Kenny Wheeler, Herbie Hancock, Billy Preston e Larry Klein, oltre a una grande formazione orchestrale. Poesia pura. Con l'album Chopin Voyage dell'ispirata Yulianna Avdeeva ho voluto sondare le attitudini "pianistiche" delle W5, una sofisticata appendice ai miei ascolti che ne conferma le qualità musicali. Con adorabile dolcezza ha riprodotto perle d'intimismo come il Notturno in Si maggiore Op. 62 N. 1 o il Notturno Op. 62 N. 2 in Mi maggiore. Lento. Passo dalla classica al jazz ma lo strumento rimane sempre il pianoforte. È la volta di Flamingo, con l'indimenticabile Michel Petrucciani al pianoforte e Stéphane Grappelli al violino, lo stile percussivo del grande pianista jazz è pulito, molto ben riconoscibile e veloce nei transienti. Esemplari l'attacco, sostenimento e rilascio del suo strumento. Fa piacere che anche in questo modello "minore" Sven Boenicke abbia saputo fare le cose per bene, conservando quella qualità e quell'attenzione ai particolari che hanno reso famosi e stimati i suoi sistemi più complessi e costosi. Risulta credibile anche nel genere sinfonico più estremo, come l'ipertrofico tardoromantico di Gustav Mahler nella Sinfonia N. 7, che ascolto nell'interpretazione di Simon Rattle alla testa della Symphonieorchester Des Bayerischen Rundfunks.

La scena è ancora una volta ben sviluppata in ampiezza e profondità, non da record ma avente dimensioni certamente più ampie di quelle che sarebbe lecito aspettarsi da un sistema così minuto. Qui non c'è nessun effetto presepe, tanto per capirci. Just the Two of Us di Cæcilie Norby & Lars Danielsson è un disco davvero stupendo e magnificamente registrato. Pubblicato nel 2015 dall'etichetta ACT Music, naviga costantemente in un'atmosfera intimamente acustica, tesa a far risaltare l'armoniosa interazione tra la voce e lo strumento. Mi ha molto colpito proprio la resa del contrabbasso, calda, carnosa ed espressiva, prevalente nel connubio con la voce, che risulta un po' indietro nel bilanciamento tonale. È un segnale ancora una volta indicativo dell'attitudine di queste Boenicke a esprimere delle trame sonore ben definite, tendenti al caldo. Ascolto per intero One Quiet Night di Pat Metheny, un disco particolare, come lo strumento suonato dal grande artista americano: una chitarra baritonale costruita appositamente per lui da Linda Manzer. Nelle note di copertina lo stesso Metheny ha parlato di un album fatto in casa, registrato con una chitarra e un microfono, quasi interamente il giorno 24 novembre 2001. La magia si ripete con un suono d'inusitata limpidezza, ricchezza di armonici, calato in un'immagine sonora quasi onirica.

Credo che non si potrebbe desiderare di meglio. Ritornando all'assunto iniziale, cioè alla verifica dell'affinità di carattere tra le W5 e le W8 provate qualche tempo, direi che questa salta fuori con evidenza. Lo confesso, la volontà di ricercare delle similitudini con la sorella maggiore W8, che conosco bene, mi ha rincorso durante tutta la prova. Non è stata per me una sorpresa aver riscontrato una resa nella sostanza molto simile. Nelle W5 manca, è vero, un pizzico di "grandeur" e di nettezza di contorni nella regione inferiore della banda audio, ma non dobbiamo dimenticarci del trasduttore medio-basso presente sulle W8, delle sue maggiori dimensioni, complessità e costo, per cui sarebbe ingiusto fare confronti troppo pignoli. Una cosa è certa: Il carattere di famiglia è ben conservato e sarà sempre e comunque un bel sentire.


Alfredo Di Pietro

Febbraio 2026


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