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Samstag, 7. November 2026 ..:: Evento EAM Lab: Presentazione Linea Essentia ::..   anmelden
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 Evento EAM Lab: Presentazione Linea Essentia minimieren






SCATURIGINI ED EVOLUZIONE DEL MARCHIO EAM LAB
A COLLOQUIO CON EMANUELE PIZZI


Emanuele Pizzi

Quel marchio che ha conquistato il cuore di tanti audiofili, EAM Lab, vede in Emanuele Pizzi, classe 1973, il suo principale fautore. Emanuele comincia il suo percorso nel mondo dell'elettronica nel 1988, anno in cui si iscrive all'ITIS di Legnano, affinando progressivamente le proprie competenze tecniche. Ed è proprio tra i banchi di scuola che nasce la sua vocazione, suscitata da una figura fondamentale nella sua formazione: il professor Giuseppe Tassoni, che gli trasmette la passione per l'audio e l'elettrotecnica. Terminati gli studi universitari, Emanuele lavora per diverse aziende nel settore dell'audio professionale, acquisendo così una solida esperienza sul campo. Nel 1997 è ormai in grado di realizzare un sogno che covava da tempo: fondare una propria azienda, chiamata TCE (TecnoElettronica), specializzata nella produzione di amplificatori destinati principalmente al settore dell'audio professionale. Inserita a pieno titolo nel filone della riproduzione sonora, dal 1998 al 2009 la TCE attraversa una fase di continua evoluzione tecnologica e di ampliamento della gamma dei prodotti, un tratto distintivo che ancora oggi Emanuele Pizzi mantiene nella sua attività. Forte di una competenza tecnica e progettuale che anno dopo anno è andata modellandosi tra le sue mani, nel 2010 nasce EAM Lab, espressione ormai matura di un percorso professionale che oggi conta più di trent'anni di esperienza attiva nel settore audio.



Un marchio foriero di una nuova visione, che si allontana dal settore professionale per focalizzarsi sull'audio destinato all'uso domestico. L'azienda è partita da un laboratorio che possiamo considerare storico, allestito sotto l'abitazione a Parabiago e successivamente trasferito a Busto Garolfo nel 2017. Una soluzione comunque di fortuna, poiché l'idea di Emanuele era quella di stabilirsi in un capannone, proprio come quello attuale di Busto Arsizio. Malauguratamente è poi arrivato il COVID-19 a mettere i bastoni tra le ruote e tutto si è fermato. Ci avviciniamo ai nostri giorni: tre anni fa sono iniziati i lavori nella sede operativa di Busto Arsizio, la nuova location. Parliamo di un capannone di 800 metri quadri, tra zona produttiva, area esterna adibita a parcheggio e showroom. All'interno ci sono quattro sale suonanti, tra cui una dedicata all'Home Cinema, con un impianto Dolby Atmos. Previa prenotazione, chiunque può accedere a quest'ultima, accendere l'impianto e vedere ciò che desidera. Le sale vengono utilizzate non solo per l'esposizione, ma anche per le prove d'ascolto in azienda, che si affiancano a quelle strumentali per valutare il risultato sonoro di quanto prodotto. Chiaramente, per i confronti sono disponibili diversi apparecchi di altri produttori, che permettono di effettuare le opportune comparazioni.



All'interno degli ambienti passa un po' di tutto: non ci sono diffusori stabili. Al momento della mia prima visita, avvenuta nel dicembre dell'anno scorso, quando mi sono portato a casa uno Studio 102i, c'era anche una coppia di Magneplanar, oltre a sistemi d'altoparlanti realizzati dalla stessa EAM Lab, JBL e altro ancora. Insomma, qui ho trovato un po' di tutto. Quest'alternanza di combinazioni è un sano modus operandi, utile per mettere a punto il prodotto dal punto di vista della resa sonora, perché va bene la misura, ma poi bisogna soddisfare soprattutto l'orecchio, nell'ambito di diverse soluzioni impiantistiche. Non solo, le quattro sale rispondono acusticamente in modo diverso tra loro, com'è ovvio, così molte prove vengono effettuate spostando lo stesso impianto da una all'altra, mantenendo invariati sorgente, amplificazione e diffusori. Qualcosa naturalmente cambia: l'impostazione timbrica a monte rimane quella, ciò che invece varia è la percezione dell'equilibrio tonale, delle finezze e dei particolari. Emanuele è convinto, e io con lui, che sia fondamentale curare l'acustica dell'ambiente, un elemento davvero irrinunciabile se si vuole ascoltare in maniera corretta. Purtroppo, il fatto che l'ambiente vada curato senza se e senza ma, a mio parere, non è ancora tenuto nella dovuta considerazione dall'audiofilo, che talvolta ha la testa dura e continua a cambiare gli apparecchi rimanendo tuttavia sempre insoddisfatto, proprio perché non si rende conto dell'importanza cruciale dell'ottimizzazione acustica dell'ambiente d'ascolto.


Preamplificatore/DAC/Stadio Phono EAM Lab DA201


Preamplificatore EAM Lab Musica C101


Amplificatore integrato stereo Classic 202i

Anche la disposizione dell'arredamento ha la sua importanza. Pochi giorni prima della mia visita, nel 2025, in un sabato erano state effettuate alcune movimentazioni degli arredi, spostandoli anche da una sala all'altra. Parliamo di vetrine, librerie e divani. Alla fine si è creata una baraonda, ma è stato fatto un passo avanti nella comprensione dell'importanza di certi particolari. Già aggiungendo quattro pannelli, il ritorno sonoro cambiava sensibilmente. L'acustica non è stata comunque limata in maniera maniacale, una saggia decisione, perché alla fine l'impianto si ascolta nelle stanze di una normale abitazione, per esempio in un soggiorno come quello dove io e lui eravamo a colloquio. Sorge dunque l'esigenza di correggere l'acustica senza però essere invasivi sull'arredamento: anche aggiungendo soltanto dei tendaggi e dei pannelli, le cose possono cambiare parecchio. A questo riguardo è significativo un episodio. Emanuele mi racconta che qualche mese addietro aveva imbiancato un ambiente, dove erano disposti divani, cuscini e tende. Aveva dovuto rimuovere tutto, accorgendosi che il ritorno acustico era nettamente cambiato, diventando molto squillante e riverberante, tanto da sembrare davvero di essere in una caverna. Mi indica un'elettronica appoggiata su un tavolino di legno, dicendo che prima ce n'era uno di vetro, che riteneva un po' pericoloso. Già questo semplice cambio di tavolino aveva modificato in modo percepibile l'acustica.


Amplificatore integrato stereo Classic 102i


Amplificatore finale di potenza stereo EAM Lab Element 302

Ma quanto tempo è passato dalla sede precedente all'ingresso in questa nuova location? A Busto Garolfo EAM Lab è rimasta per sei anni, compresi i due del COVID-19, mentre dal 2023 si trova nell'attuale sede operativa di via Bellini 20, a Busto Arsizio. Un arco temporale non trascorso invano, caratterizzato da interventi di ristrutturazione della sede e, parallelamente, da un'evoluzione della gamma di elettroniche, nella quale è stato compiuto un salto non indifferente, considerando che tutto era partito dai primi finali di potenza HA-600, realizzati nel 2010 da Emanuele e suo fratello Alessandro. La loro azienda si è fatta conoscere sul mercato proprio con quel formidabile prodotto. In seguito è arrivata la gamma Studio, poi la Element, con diversi modelli dotati di V-Meter. Entrambe sono uscite dalla produzione, sostituite dalla linea Classic, che ha ripreso le caratteristiche e i pregi delle due serie, fondendoli in una sola. Anche la Reference è attualmente fuori catalogo. Naturalmente, ottimizzando i processi produttivi, l'azienda è stata in grado di contenere i prezzi di vendita, un grosso vantaggio perché la Reference costava parecchio, mentre la Classic, pur conservando le caratteristiche soniche e prestazionali delle gamme Reference ed Element, ha un prezzo molto più abbordabile. C'è anche da dire che la linea Studio, rimasta fuori produzione per un paio d'anni, è stata rimessa nel catalogo aggiornandone le prestazioni e ottimizzando i processi produttivi, anche in questo caso con una riduzione del prezzo.


Amplificatore finale di potenza stereo EAM Lab HA 600


Amplificatore integrato stereo EAM Lab Element 202i


Registratore a bobine Geloso G 681

Non solo l'aspetto prestazionale è stato modificato, ma anche quello estetico, che ora appare un po' più solido e professionale. Gli apparecchi si possono avere con o senza maniglie e, a chi queste ultime non piacciono, è comunque possibile toglierle, qualora siano presenti. Lo Studio 300 e lo Studio 600 sono finali di potenza puri. Il primo è stato aggiunto al catalogo nel marzo 2025 ed è presente anche in una versione con i V-Meter, com'era il vecchio Studio 362, sostanzialmente rivisto in quest'ultima release. La gamma Studio va bene per tutti, ha costi accessibili ed è derivata dalla vecchia serie Musica, che il marchio brianzolo ha voluto aggiornare e rilanciare sul mercato sotto altro nome. Lo Studio 102i è, per esempio, l'evoluzione del Musica 102i, recensito su Non solo audiofili nel dicembre 2017. Un salto prestazionale è offerto dalla linea Classic, a livello sonico sensibilmente più raffinata rispetto alla Studio. Volendo fare un confronto di prezzo tra questi due amplificatori, che presentano caratteristiche generali paragonabili, vediamo che, a fronte dei 1.590 euro richiesti per lo Studio 102i, l'esborso per il Classic 102i sale a 3.600 euro. La superiore caratura della Classic è giustificata dalla componentistica di livello più elevato; differente è anche il progetto.


Cuffia Bluetooth wireless Music Charm SY-T7


Cuffia Bluetooth wireless BTO48S ANC

È interessante rilevare che l'impostazione della più economica gamma Studio riprende comunque quella della Classic, la cui maggiore raffinatezza consente, tra l'altro, all'audiofilo di discriminare con più precisione il palcoscenico, individuando, per esempio, con maggiore focalizzazione spaziale, la posizione dei tamburi in primo piano piuttosto che quella del clarinetto arretrato in terza fila, con tutti i dettagli e la dinamica del caso. La Studio rimane comunque una gamma valida, un'entry level pensata per accontentare un po' tutti. Naturalmente, non si può pretendere che abbia le stesse prestazioni della Classic. Il marchio si è comunque sforzato di mantenere quell'elevato standard per cui è famoso presso i cultori dell'alta fedeltà.


Auricolari Bluetooth wireless



- Streamer Lumin U2
- Amplificatore integrato stereo EAM Lab Classic 302i
- Diffusori Sound Fidelity Aria
- Sullo sfondo: amplificatore integrato stereo EAM Lab Classic 102i




LA EAM LAB E NON SOLO AUDIOFILI

Conosco la EAM Lab di Emanuele Pizzi dal dicembre 2011, quando visitai il suo laboratorio in quel di Parabiago. Una capatina informale, fatta in amicizia, cui seguirono diverse recensioni. La prima fu quella dell'HA 600, un amplificatore finale di potenza stereo imponente e correntoso, da 330 Watt RMS per canale su 8 Ohm e 550 Watt RMS su 4 Ohm. L'anno seguente fu la volta del PA 2600, un altro finale di potenza con un wattaggio leggermente inferiore (310 Watt RMS per canale su 8 Ohm). Nel giugno 2013 entrò in casa mia un'abbinata composta dal preamplificatore HP 01 e dal finale di potenza TO 3.8. Nel gennaio 2014 non apparve una recensione sul mio sito, bensì l'annuncio del lancio sul mercato del finale di potenza HA 360.2, la cui potenza scendeva a 200 Watt RMS su 8 Ohm. Nel febbraio 2014 recensii un finale di potenza EAM Lab 2150, che mi convinse così tanto da indurmi ad acquistarlo. Esattamente un anno dopo, nel febbraio 2015, apparve la sua recensione sul mio sito Non solo audiofili. Nello stesso mese e anno fu la volta dell'annuncio riguardante gli Element 302 ed Element 202i: il primo un finale di potenza, il secondo un amplificatore integrato stereo. Due elettroniche che segnarono una svolta per il marchio, anche dal punto di vista estetico. Il Musica 102i fu da me testato nel dicembre 2017: un amplificatore integrato che possiamo a pieno titolo considerare il progenitore dello Studio 102i, modello che possiedo nella mia sempre più nutrita collezione di elettroniche.


- Streamer WiiM Ultra
- Preamplificatore/DAC EAM Lab Studio DAC D01
- Preamplificatore/DAC/Stadio Phono EAM Lab Studio DA201
- Amplificatore finale di potenza stereo EAM Lab Studio 300
- Diffusori Vienna Acoustics Mozart Signature SE


- Streamer WiiM Ultra
- Preamplificatore analogico stereo/DAC EAM Lab Essentia P1-D
- Finale di potenza stereo EAM Lab Essentia 150S
- Audiophile Line Conditioner EAM Lab Studio LC 106
- Diffusori Acoustic Energy Corinium.

Tra le tante prove di amplificatori, ce n'è stata anche una riguardante un DAC, il Musica D101, da me recensito nel gennaio 2016. Dopo il 2017 ho perso un po' i contatti con Emanuele Pizzi e il suo marchio, la cui sede nel frattempo si era trasferita da Parabiago a Busto Garolfo e, da qui, all'attuale sede di Busto Arsizio, molto grande e ben attrezzata. L'occasione per la visita del 22 dicembre è scaturita da un cordiale incontro con Emanuele e suo fratello Alessandro, avvenuto di sfuggita al Milano Hi-Fidelity di ottobre. Un'ennesima riprova che, quando ci sono stima e amicizia, i rapporti possono rarefarsi, ma non dissolversi. Da questo mio sopralluogo a Busto Arsizio sono tornato a casa non a mani vuote, ma con un fiammante Studio 102i, moderno e prestante amplificatore integrato stereo. Tanta acqua è passata sotto i ponti da quel dicembre 2011, quando apprezzai elettroniche potenti e affidabili, costruite con cura e fatte per durare, ma che dovevano ancora compiere qualche passo in direzione della raffinatezza timbrica. Una prima avvisaglia dell'evoluzione compiuta da EAM Lab verso un suono più "audiophile" l'ebbi proprio in occasione della recensione del Musica 102i. Oggi questo percorso ha compiuto un'ulteriore tappa evolutiva con l'attuale Studio 102i, che conserva le doti del progenitore, ma con un'accuratezza diversa e maggiore, favorita anche dall'avanzamento tecnologico.



Sono prerogative che ritroviamo, accresciute, nella più costosa e raffinata gamma Classic. Questi oggetti esprimono un suono diventato iconico per il marchio: sempre solido, corretto, timbricamente molto ben bilanciato, in grado di combinare nerbo e ricercatezza, dando prova di aver raggiunto il traguardo di amalgamare in maniera esemplare le migliori prerogative del professionale con una raffinata concezione sonora. Lo spunto dinamico è quello che più mi ha colpito al primo ascolto, una dote che lo Studio 102i possiede in alto grado. Quest'elettronica è pronta a scattare dai blocchi di partenza come un centometrista, sempre viva, pulsante e foriera di un egregio impatto sonoro. Parliamo di un integrato che eroga una potenza RMS di 90 Watt per canale su 8 Ohm e 150 Watt su 4 Ohm. Dispone di uno stadio Phono MM integrato e di un DAC opzionale, il Classic 102i, basato sull'IC ESS ES9038Q2M. Ne ho preventivato una recensione, che non so quando riuscirò a stilare.


- Streamer CD Player Marantz ND8006
- Diffusori Vienna Acoustics Mozart Signature SE


LA NUOVA LINEA ESSENTIA
UN INATTESO CAMBIO DI CLASSE


I MODELLI DELLA LINEA ESSENTIA



Amplificatore finale di potenza mono 250M

Caratteristiche tecniche

- Tecnologia di amplificazione: Classe D Hypex NCORE
- Modulo di potenza: Hypex NC500MP con alimentazione SMPS integrata
- Potenza d'uscita: 8 Ω: 270 W RMS/4 Ω: 500 W RMS/2 Ω: 400 W RMS

- Risposta in frequenza: 10 Hz - 50 kHz (+0/-3 dB)
- Banda di potenza: 20 Hz - 35 kHz
- THD+N: 0,003% da 20 Hz a 20 kHz, a 1 W
- Rumore in uscita: 40 µV
- Impedenza d'uscita: 2 mΩ sotto 1 kHz/3,5 mΩ sotto 20 kHz
- Risposta al carico: lineare e sostanzialmente indipendente dall'impedenza del diffusore
- Efficienza: elevata, con consumi e produzione di calore contenuti

Ingressi e connessioni

Ingresso bilanciato: 1 × XLR
Ingresso sbilanciato: 1 × RCA
Uscita Link bilanciata: 1 × XLR
Uscita Link sbilanciata: 1 × RCA
Trigger: ingresso e uscita Trigger 12 V
Uscita diffusore: morsetti di potenza ad alta corrente
Alimentazione: connettore IEC e interruttore generale


Amplificatore finale di potenza stereo 150S



- Tecnologia: Classe D Hypex NCORE
- Modulo di amplificazione: Hypex NC252MP
- Potenza d'uscita: 2 × 150 W RMS su 8 Ω/2 × 250 W RMS su 4 Ω/2 × 180 W RMS su 2 Ω
- Risposta in frequenza: 10 Hz - 50 kHz (+0/-3 dB)
- Banda di potenza: 20 Hz - 35 kHz
- THD+N: 0,0015% tipica
- Rapporto segnale/rumore: 121 dB
- Separazione tra i canali: 105 dB a 1 kHz
- Impedenza d'uscita: inferiore a 2,5 mΩ fino a 1 kHz
- Guadagno: 25,5 dB
- Impedenza d'ingresso: 47 kΩ
- Sensibilità d'ingresso: circa 1,66 V RMS per la massima potenza su 4 Ω
- Efficienza: fino al 92%
- Stadio d'ingresso: buffer proprietario EAM LAB a basso rumore

Connessioni

- Ingressi analogici bilanciati XLR
- Ingressi analogici sbilanciati RCA
- Uscite XLR Link Out
- Trigger 12 V IN/OUT
- Morsetti per diffusori compatibili con banane, forcelle e cavo spellato
- Presa di alimentazione IEC
- Interruttore generale posteriore

Alimentazione e protezioni

- Alimentatore switching regolato integrato
- Selezione automatica della tensione 115/230 V
- Assorbimento in standby inferiore a 0,5 W
- Protezione contro sovracorrente
- Protezione contro cortocircuito
- Protezione contro componente continua in uscita
- Protezione termica
- Indicazione di clipping

Dimensioni: 31 × 30 × 9 cm
Peso: 4,6 kg


Amplificatore integrato stereo 150-I



Stadio di potenza: Hypex NCORE NC252MP
- Potenza d'uscita: su 8 Ω 2 × 150 W/su 4 Ω 2 × 250 W/su 2 Ω 2 × 180 W
- Alimentazione dello stadio di potenza: switching regolata integrata
- Protezioni dello stadio di potenza: sovracorrente, cortocircuito, sovratemperatura e componente continua in uscita
- Potenze massime dichiarate per il modulo Hypex, con entrambi i canali pilotati, a 1 kHz e THD dell’1%.

Ingressi analogici

- 3 ingressi linea stereo RCA
- 1 ingresso Phono per testine MM (Moving Magnet)
- 1 ingresso stereo bilanciato XLR

Conversione digitale e ingressi DAC

- Convertitore digitale/analogico ESS Sabre ES9038Q2M
- Interfaccia USB Amanero: supporto PCM fino a 384 kHz/32 bit/DSD 256 e 512
- Ingresso coassiale S/PDIF: supporto PCM fino a 192 kHz/16 bit
- Ingresso ottico Toslink: supporto PCM fino a 192 kHz/16 bit
- Filtri digitali FIR selezionabili dal display touch
- Memorizzazione delle impostazioni del DAC

Controllo e personalizzazione

- Display touch screen a colori
- Selezione degli ingressi e regolazione del volume
- Regolazione del bilanciamento tra i canali
- Gestione delle impostazioni del DAC
- Personalizzazione del colore dell'interfaccia
- Memorizzazione dei parametri d'impostazione
- VU meter digitale
- Telecomando

Dimensioni e finitura

- Dimensioni: 31 × 30 × 9 cm (larghezza × profondità × altezza)
- Finitura nera con manopola e dettagli color rame


Preamplificatore analogico stereo con sezione DAC P1-D



Caratteristiche tecniche

- Ingressi analogici: 3 ingressi linea stereo RCA, 1 ingresso Phono MM e 1 ingresso stereo bilanciato XLR
- Livello massimo d'ingresso linea: 2,8 Vrms
- Sezione Phono MM: guadagno di 42 dB
- Ingressi digitali: USB, coassiale e ottico
- Conversione D/A: basata su ESS ES9038Q2M
- USB: PCM fino a 384 kHz/32 bit - DSD fino a DSD512
- Coassiale e ottico: PCM fino a 192 kHz
- Uscite principali: stereo RCA e bilanciate XLR
- Tensione massima d'uscita: 7 Vrms
- Uscita subwoofer: con filtro passa-basso a 250 Hz, per subwoofer attivi o amplificazione esterna dedicata
- Uscita Direct/TAPE: per il collegamento a un registratore o ad altre apparecchiature compatibili


La linea Essentia è nata per soddisfare le esigenze di un pubblico più ampio, proponendo un prodotto realizzato artigianalmente in Italia, che lavora in Classe D di ultima concezione: moderno, versatile e a un prezzo ritenuto dal produttore quasi ineguagliabile. Vengono adoperati i moduli Hypex NCORE, con alcune piccole modifiche commissionate dal produttore appositamente per EAM Lab. Si tratta di interventi contenuti, poiché sono moduli già di per sé ottimi, fatti riadattare per gli specifici circuiti del marchio lombardo. A loro corredo c'è quindi tutta un'elettronica che ne ottimizza il funzionamento: un buffer d'ingresso per i finali di potenza, mentre l'amplificatore integrato utilizza una tecnologia proprietaria EAM Lab, sviluppata sulla base dei progetti più evoluti, come lo Studio DA201 e il C1P, successivamente implementati nell'Essentia e resi più essenziali in questi apparecchi in Classe D. Emanuele Pizzi è molto soddisfatto del loro comportamento. Il preamplificatore non lavora in Classe D, essendo analogico, e dispone di tre ingressi linea stereo sbilanciati RCA, un ingresso Phono MM e un ingresso stereo bilanciato XLR. Sono inoltre presenti un'uscita per subwoofer e un DAC interno con ingressi USB, ottico e coassiale. Il progettista ripone la sua fiducia nei moduli digitali Amanero, che utilizza da svariati anni e considera ottimi. Il DAC è invece proprietario e implementa i noti chip ESS Sabre, nella versione ES9038Q2M.

Certi audiofili guardano ancora con sospetto i Classe D, ma qui non è il caso di essere schizzinosi, perché vanno molto bene e il gap con la Classe A e AB è ormai molto ridotto. In verità, la classica Classe AB è ancora percepita come più lineare e naturale e, anche se l'ultima evoluzione della Classe D si avvicina molto alla AB, non sarà mai uguale: è una questione di "DNA". Una distinzione va comunque fatta tra Classe A e Classe AB: la prima ha una bassa efficienza e riscalda molto, tanto da "cuocere", in alcuni casi, la componentistica, mentre la AB è potenzialmente molto longeva, arrivando a durare anche più di 30 anni. Altro vantaggio della Classe D è la netta riduzione dei costi e degli ingombri, oltre a un'efficienza molto alta. Ecco che la linea Essentia nasce per rendere l'alta fedeltà ancora più accessibile, moderna e versatile, nel caso di EAM Lab dotata anche di un design essenziale e ricercato. Una gamma che assomma la solidità dell'alluminio e il carattere del rame. Il telaio, infatti, abbina le qualità strutturali dell'alluminio a una speciale verniciatura a base di polimeri ramati. Il risultato è una finitura che richiama la ricchezza visiva del rame attraverso riflessi caldi e una superficie dal carattere metallico, valorizzando anche le parti interne dell'apparecchio. L'alluminio, dal canto suo, garantisce una struttura leggera, rigida e capace di distribuire uniformemente il calore; il rivestimento ne completa l'identità estetica, in una sorta di continuità con i dettagli esterni.


ALCUNE PERSONALI RIFLESSIONI SULL'ASCOLTO DEGLI OGGETTI ESSENTIA

Un primo assaggio degli Essentia è avvenuto nel salotto buono della sede EAM Lab, un ambiente discretamente ampio, arredato con un comodo divano, alle cui spalle si trovava un pannello assorbente nero e, a sinistra, un altro più piccolo, di colore bianco. Completavano l'arredamento una stufa e una libreria a moduli che ospitava numerosi oggetti, tra cui CD e vinili. Di fronte al divano stazionava l'impianto, composto da un grande schermo, dall'amplificatore integrato stereo Essentia 150-I (quello in funzione), dal finale di potenza stereo 150S e da una coppia di diffusori bookshelf Vienna Acoustics Joseph Haydn Signature, corredati di subwoofer. Ma è in una delle sale che l'ascolto ha trovato il suo compimento, grazie a un impianto di tutto rispetto, composto da un lettore di rete WiiM Ultra, un preamplificatore analogico stereo con sezione DAC EAM Lab Essentia P1-D, un finale di potenza stereo EAM Lab Essentia 150S, l'Audiophile Line Conditioner EAM Lab Studio LC 106 e due magnifici diffusori Acoustic Energy Corinium. Da esperto conoscitore del mercato, Emanuele non ha avuto difficoltà a individuare nei moduli in Classe D Hypex NCORE una soluzione particolarmente valida. Questi ultimi si sono guadagnati una solida reputazione in ambito Hi-Fi, non solo per le loro prestazioni strumentali, ma anche per il suono che sono in grado di esprimere.

Ci ricordano che i tempi dei Classe D caratterizzati da una tessitura armonica poco raffinata, una gamma media non proprio naturale e carenti di quella naturalezza timbrica riscontrabile nei migliori amplificatori lineari in Classe A e AB sono definitivamente passati. Oggi la Classe D ha forse raggiunto il suo culmine prestazionale e sonico nelle implementazioni più riuscite e tra queste ci sono gli Hypex NCORE, capaci di offrire una riproduzione estremamente raffinata, trasparente e dinamicamente autorevole. Nessuna freddezza, artificiosità o "digitalità" ho individuato nel mio ascolto, ma quella neutralità e naturalezza che a lungo i Classe D hanno inseguito. Non si può negare che queste elettroniche Essentia siano dotate di una trasparenza molto elevata, anche se ciò che mi ha più colpito è la straordinaria capacità di mettere a fuoco tutte le informazioni contenute nella registrazione e porle all'udito con estrema solidità. Nulla da dire, quindi, sul microdettaglio, raggiunto peraltro senza alcuna artificiosa enfatizzazione delle alte frequenze. Un'altra caratteristica che è lecito attendersi da un Classe D è il controllo dei bassi (in realtà, questo c'è sempre stato): uno dei loro aspetti più convincenti. Gli Essentia non fanno eccezione alla regola, confermando un basso eccellente per fermezza, articolazione e controllo.

A corredo di questi evidenti elementi, troviamo una dinamica ottima in ogni frangente, nei piccoli contrasti come nei passaggi orchestrali più impegnativi. Ottime notizie provengono anche dalla scena acustica, che è risultata ampia, precisa e ben stratificata. Sono virtù assecondate da una timbrica tendenzialmente neutra, non interpretativa né foriera di caratterizzazioni. Naturali le voci e privo di eccessi analitici il dettaglio, che, in abbinamento con le Vienna Acoustics, ha al contrario mostrato un suono caldo e molto materico. Un altro colpo a segno per EAM Lab, non c'è dubbio.

Alfredo Di Pietro
Novembre 2026


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