SALE


SALA COLONNE - BURMESTER

Questo resoconto non poteva che iniziare con la Sala Colonne, dedicata alla Burmester Audiosysteme, noto produttore tedesco di componenti audio Hi-End "Made in Germany". Il marchio fu fondato nel 1977 dal compianto Dieter Burmester, molto apprezzato da Damiano Müller, titolare del negozio Musicdoor e organizzatore di questa mostra. Per un'eventuale approfondimento sulla loro alleanza e sull'attività dell'importante negozio luganese, vi rimando all'Intro di questo report, dove ho cercato di ricucire la storia intercorsa nel quarantennio 1985 - 2025. Nell'atmosfera elegante del Grand Hotel Castagnola è stata presentata la linea di riferimento Burmester, accompagnata da registrazioni Pure Sound attentamente selezionate.

Ascoltando l'impianto principale sembrava di essere caduti in una sorta d'incantesimo, tale era la possanza, matericità e apertura spaziale del suono. Riprodotte in modo straordinario tutte le gamme audio, imponente la medio-bassa, viva e presente la media ed eccezionalmente rifinita la alta. Hanno concorso a questo risultato gli oggetti della New Reference Line di Burmester: giradischi 257, lettore di rete Music Center 151 MK2, preamplificatore 249, amplificatori finali di potenza 259 (in configurazione mono), condizionatore di rete 948 e i sontuosi diffusori BX100.

Elettroniche e sorgenti.

Giradischi Burmester New Reference Line 257.
Il giradischi analogico ha tutt'ora una grande importanza nella costituzione di un impianto e il 257 rappresenta il contributo del marchio tedesco nell'ambito. Parliamo di una macchina particolarmente sofisticata, con una livrea fatta per adattarsi ai sistemi della linea New Reference. È regolabile in altezza, abbinato al braccio come un'unica unità, implementa un controllo ottico della velocità (OSC). Un evoluto encoder a 1600 passi utilizza un sensore ottico per rilevare le variazioni di velocità di rotazione in meno di un millisecondo. Anche la sospensione del motore è innovativa (IMS), come lo stesso motore a sospensione controrotante, il quale utilizza 18 O-ring e compensa le variazioni di velocità, garantendo una rotazione stabile. La regolazione fine della velocità di base prevede un aumento o diminuzione tramite due pulsanti.

Preamplificatore Burmester New Reference Line 249.
Dietro la tipica estetica a specchio, oggi rinnovata, si nasconde una cura tecnologica da primato. Ora vengono implementati dei moderni chip SMD, con una progettazione del circuito semplificata che accorcia significativamente i percorsi del segnale e riduce al minimo la resistenza interna e le interferenze. All'interno c'è un amplificatore di segnale X-AMP 3 a tre stadi, completamente analogico e complementare, dotato di elevatissima linearità. Tramite due manopole rotanti tattili adattive è possibile governare l'elettronica, entrambe si adattano completamente al contesto delle voci di menu disponibili.

Amplificatore finale di potenza stereo Burmester New Reference Line 259.
In sala pilotava i diffusori BX100 in configurazione monofonica. Con uno straordinario fattore di smorzamento di oltre 5000, eroga una potenza d'uscita continua su 4 Ohm di 1500 Watt (in mono), 500 Watt in stereo, mentre la potenza d'uscita impulsiva su 4 Ohm, in mono, raggiunge i 2100 Watt e 600 Watt in stereo. Nella sezione di potenza ci sono 12 coppie di transistor per canale. Per la tranquillità dell'utente è stata studiata un'autoprotezione attiva dello stadio d'uscita sotto carico elevato. Per quanto riguarda le misure, viene dichiarata una THD+N a 1 kHz/50 Watt/4 Ohm dello 0,0005%.

Diffusore Burmester BX100.
Elettroacustica di grande impatto, sonoro ed estetico, questo BX100 utilizza per le basse frequenze due woofer da 26 cm di diametro con membrana "sandwich" in fibra di vetro e poliestere, cablati internamente senza praticamente perdite. Per la gamma medio-bassa troviamo un altoparlante da 17 cm con cono in polipropilene e fibra di carbonio, il midrange è anch'esso da 17 cm di diametro, fatto con gli stessi materiali del medio-basso. Il tweeter, infine, è un AMT (Air Motion Transformer), che ha donato al suono un'incredibile trasparenza durante la dimostrazione.

Vista particolare del medio-basso e medio del BX100.
In questo quattro vie e mezzo un ruolo centrale riveste la costruzione del cabinet. La sua architettura di smorzamento delle vibrazioni riduce al minimo le risonanze indesiderate, una caratteristica speciale della tecnologia audio Burmester è l'assenza del baffle nell'area del trasduttore AMT. Il mobile è rinforzato con elementi aggiuntivi per prevenire le vibrazioni.

Sul lato opposto della sala stazionava un secondo impianto, che i visitatori potevano ascoltare seduti su un comodo divano. Veniva fatto "cantare" alternandolo all'altro nelle varie sessioni d'ascolto. Pochi ma ottimi i suoi componenti: un amplificatore integrato stereo 232 e una coppia di diffusori B38. Pur se considerabile di caratura diversa rispetto al primo, anche economicamente, ha certamente contributo con il suo eccellente suono a tenere molto alto il livello della sala. Anche qui ho notato un medio-basso materico e immanente, che donava alla riproduzione una particolare energia, senza tuttavia trascurare la gamma alta, raffinatissima, coperta da un trasduttore AMT.

Amplificatore integrato stereo Burmester 232.
Sarebbe riduttivo definire questo 232 della Linea Classic un "semplice" amplificatore. Si tratta in realtà di un oggetto complesso, quasi un "All-in-One", dotato di un nuovo convertitore D/A e nuovo encoder rotante con feedback tattile (personalizzabile) per volume, selezione di input e altre funzioni. Dalla concezione modulare (scheda Phono, DAC), supporta gli attuali fornitori di streaming. Nuova anche l'applicazione operativa. Non manca l'uscita cuffia che, insieme all'interfaccia di comunicazione centrale, rappresentata dal potente modulo Single Board Computer (SBC) che stabilisce la connessione tra la rete e il dispositivo, fanno di quest'oggetto un qualcosa di particolarmente versatile e completo.

Diffusore Burmester B38.
Il B38 scaturisce dalla prestigiosa Serie B di Burmester, visivamente e sonicamente correlato al modello B18. Questo sistema a 3 vie prevede un woofer da 320 mm con membrana "sandwich" in carta ed emissione laterale, un midrange da170 mm con membrana in fibra di vetro e un tweeter AMT. Poste a 150 Hz e 2400 Hz le frequenze di taglio.

Vista dell'unità medio-alti del B38.
Come sempre il marchio tedesco presta molta attenzione alla struttura del mobile, qui ottimizzato adoperando il metodo degli elementi finiti (FEM). Presenta un sofisticato sistema di rinforzo. Il pannello laterale è a doppio strato, mentre un anello in acciaio inossidabile garantisce un fissaggio più saldo del woofer, aumentando ulteriormente la rigidità della struttura. Per disaccoppiare il cabinet dal pavimento è stato adottato (e adattato di conseguenza) il preciso sistema di smorzamento a molla, già collaudato nel B18.
SALA LETIZIA - CEBRANDS:
ACCUPHASE/MARTIN LOGAN/CLEARAUDIO
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La nomea di mostra di altissimo livello che l'Hi-End Symphony si è conquistata sin dalle prime edizioni, viene riaffermata e consolidata con la Sala Letizia, quest'anno dedicata a marchi di assoluto prestigio come Accuphase, Martin Logan e Clearaudio. Elemento cruciale della sala, oserei dire dell'intera mostra, è il diffusore Martin Logan Neolith, un vero colosso dell'eletroacustica, dalle prestazioni sonore per certi versi insuperabili.
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Ad accompagnare e gestire le poderose Neolith c'erano il giradischi Clearaudio Innovation, lettore di rete AURALiC Aries G2.2 ed elettroniche tutte Accuphase: meccanica di trasporto SACD DP-1000, convertitore D/A DSD/PCM DC-1000, preamplificatore stereo C-3900 e amplificatore finale di potenza stereo A-80.
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Giradischi Clearaudio Innovation.
Front-End analogico di vaglia, adopera un sensore a infrarossi combinato con il controllo della velocità ottica (OSC) che garantisce un livello eccezionale di stabilità della velocità. Il motore DC disaccoppiato ad alta coppia muove un piatto di precisione in acrilico ad alta densità, spesso 70 mm. Il piatto ruota in un sistema sostanzialmente privo di attriti, grazie al cuscinetto magnetico ceramico brevettato (CMB) di Clearaudio. Tre sono le velocità di rotazione selezionabili. C'è la possibilità d'installare un secondo braccio.
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Sorgenti ed elettroniche.
Erano accolte in un mobile portaelettroniche Blok.
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Diffusore elettrostatico Martin Logan Neolith.
Credo, ed è una mia opinione, che esistano al mondo pochissimi sistemi in grado di esprimere una trasparenza, velocità e accuratezza comparabile a quella del Neolith, sistema di punta del marchio statunitense. Un diffusore che viene realizzato su ordinazione, consegnato a mano e installato professionalmente. Presenta una grande superficie radiante elettrostatica, fornita dal noto trasduttore curvilineo proprietario che riproduce quasi l'intero spettro audio medio e alto. Estrema cura è messa nel telaio, realizzato in polimero di resina fenolica non risonante, mentre il cabinet dei woofer è fatto a mano e rivestito in elegante pelle morbida.
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Con questo pannellino di comando posto sul retro è possibile, tramite la manopola, accendere, spegnere o attenuare la luce del Neolith. Mediante dei ponticelli si possono invece regolare il livello dei bassi (in diminuzione) e aggiustare certi parametri secondo la distanza d'ascolto. Questi ultimi in particolare regolano l'uscita del woofer anteriore per ottimizzare l'integrazione woofer/pannello a varie distanze del punto d'ascolto, misurate dalla parte anteriore del pannello elettrostatico.
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Il comparto basse frequenze, che il marchio è riuscito con studio e ricerca a rendere veloce quanto il grande pannello ESL, si avvantaggia di due poderosi woofer, uno anteriore da 12" combinato con uno posteriore da 15", caricati in Bass-Reflex.
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Sul lato opposto della Sala Letizia era stato allestito un impianto dalle caratteristiche più "umane", in termini di costo e ingombro, rispetto a quello appena visto. I componenti erano un lettore di rete AURALiC Vega S1, amplificatore integrato stereo Accuphase E-700 e una coppia di diffusori ESL Martin Logan Expression ESL 13A.
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Streamer/DAC AURALiC Vega S1.
Pur essendo il modello d'ingresso del marchio cinese, sfrutta la nuova piattaforma Tesla3 ed eredita le migliori tecnologie dei fratelli maggiori, tra le quali la Direct Memory Access (DMA), la Direct Data Recording (DDR), la Galvanic Isolation e il Fusion DAC. Un altro aspetto molto curato per è il clock, per il quale sono stati adottati i doppi clock Femto 60fs, in grado di quasi azzerare l'insidioso fenomeno del jitter.
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Amplificatore integrato stereo Accuphase E-700.
Una scelta certamente ragionata l'abbinamento delle amplificazioni Accuphase con gli elettrostatici Martin Logan, atta a valorizzare, esaltandolo, quel tappeto fine d'informazioni sonore e quella trasparenza che sono i veri assi nella manica dei pannelli ESL. L'integrato E-700 utilizza nella sezione preamplificatrice un controllo del volume di tipo AAVA bilanciato con ANCC, per creare una configurazione bilanciata dall'ingresso all'uscita. La circuitazione è in Push-Pull parallelo, adopera MOSFET di potenza configurati in Classe A per erogare 35 Watt per canale su 8 Ohm, 70 su 4 Ohm e 140 su carico di 2 Ohm. Decisamente alto è il fattore di smorzamento, pari a 1.000.
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Diffusore Martin Logan Expression ESL 13A.
È equipaggiato con un trasduttore XStat da 13 pollici (CLS ) e due woofer Powered Force Forward da 10 pollici, alimentati da altrettanti amplificatori in Classe D da 300 watt e controllati da un motore Vojtko DSP a 24 bit e ARC (ARC Anthem Room Correction).
SALA PAVILLON - SACOM:
AVM/ISOTEK/TRANSROTOR/CABASSE/GOLDNOTE

La Sala Pavillon è stata quella di maggiori dimensioni della mostra e con il più alto numero di oggetti in esposizione statica. Due gli impianti presenti, di caratura parecchio diversa. Ne parleremo nelle successive didascalie. Era riservata alla Sacom, realtà di grande importanza fondata a Bienne nel 1951 come azienda esportatrice di orologi svizzeri destinati al mercato asiatico. Oltre ad altre attività commerciali nel settore degli accessori per auto e dei macchinari tessili, Sacom è diventata nel 1961 il primo distributore generale in Europa, importando e distribuendo l'elettronica di consumo Pioneer e, successivamente, altri marchi come Akai, TDK, KEF e Celestion.

Oggi, Sacom è uno dei principali fornitori indipendenti di multimedia, elettronica di consumo e audio e video professionale in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein. Tra i suoi clienti figurano rivenditori specializzati di audio e video, integratori di sistemi audio e video professionali, l'industria automobilistica, grandi catene di vendita al dettaglio e grandi magazzini. La gamma di prodotti comprende Hi-Fi, altoparlanti, sistemi di intrattenimento, elettronica per auto e Home Cinema.

Un tavolo posto in prossimità dell'ingresso dell'ampia Sala Pavillon era riservato a diversi modelli di cuffie Grado e a un amplificatore per cuffie, a disposizione per eventuali ascolti.

Cuffia Grado RS-2X.
È il modello più attuale prodotto dalla Grado. I padiglioni auricolari in legno di mogano, che richiedono un lungo processo di lavorazione e di affinamento per quanto riguarda il suono, ne impreziosiscono l'estetica. L'aspetto della RS-2X è tipico della famiglia RS.

Cuffia Grado Statement GS3000X.
La carrellata di cuffie Grado prosegue con questa GS3000X, una Open Air che beneficia del driver X di 52 mm, specificamente sintonizzato per assecondare timbricamente il calore prodotto dal mogano. Questo nuovo trasduttore presenta un motore magnetico più potente, una bobina mobile con massa effettiva ridotta e un diaframma riconfigurato, centrando lo scopo di migliorare l'efficienza, ridurre la distorsione e preservare l'integrità armonica del messaggio musicale.

Accanto alla Grado GS3000X vediamo un Rotel DX-3, l'amplificatore per cuffie completamente bilanciato con DAC ESS Sabre ES9028PRO che ha pilotato alla grande tutte le Grado presenti.

Cuffia Grado RS-1X.
Modello aperto che è stato sottoposto a una completa riprogettazione con padiglioni in legno e gli ottimi X Driver. Sono ben tre le tipologie di legno utilizzate nella costruzione: legno d'acero, cocobolo e canapa. La risposta in frequenza si estende da 12 Hz a 30.000 Hz, di 38 Ohm è l'impedenza.

Cuffia Grado Signature HP100 SE.
Un altro capolavoro della Grado Labs, modello di fascia alta equipaggiato con il nuovo driver dinamico da 52 mm, alloggiamento in alluminio lavorato a mano e fascia in pelle bianca cucita. I driver sono abbinati con estrema precisione, con uno scarto massimo di 0,04 dB. Il nuovo cavo a 12 conduttori è staccabile.

Vista laterale della RS-2X.

Dopo aver "assaggiato" le cuffie Grado si entra nell'ampia sala Pavillon, con i due impianti e varie elettroniche in esposizione statica della AVM Audio, altro marchio sotto le grandi ali della Sacom.

Sistema audio All-in-One AVM30 CS 30.3
È il primo oggetto che si para alla vista, parliamo di un sistema "tutto in uno" che comprende un amplificatore stereo da 125 Watt per canale, streamer, DAC, lettore CD e preamplificatore Phono messi in un unico elegante telaio.

Quest'immagine ravvicinata dell'AVM30 CS 30.3 evidenzia la sua bella cromatura a specchio. Uno dei suoi punti di forza sta nell'esaustiva connettività. Il cuore tecnologico di questo modello è l’AVM X-STREAM Engine, un modulo di streaming proprietario, costantemente aggiornabile online, che consente la riproduzione di tutti i formati ad alta risoluzione oggi a disposizione, tra cui DSD fino a DSD256 e PCM fino a 384 kHz/32 bit, garantendo la compatibilità con servizi come TIDAL Connect MAX, Qobuz, Spotify Connect, Roon Ready, oltre a Apple AirPlay 2 e la radio internet. Non manca anche il Bluetooth 5.0.

Un lettore di rete/preamplificatore AVM Ovation SD 8.3 con sotto l'amplificatore integrato stereo Ovation AVM A 6.2 ME (Master Edition).

L'Ovation SD 8.3 e l'Ovation AVM A 6.2 ME sono due perfetti esempi del livello tecnologico e sonoro raggiunto oggi dal marchio tedesco, sostanziato in oggetti fatti a mano in Germania, dal 1986.

Con questo AVM Audition CB 2.3 dalle elettroniche si passa alle elettroacustiche. Sotto l'aspetto solido e la magnifica rifinitura si nasconde un compatto sistema a due vie. L'Audition CB 2.3 è inclinato su una terza gamba, solida e regolabile in altezza nella parte posteriore, il cabinet è realizzato in materiale di fibra ad altissima densità, per la drastica riduzione delle indesiderate vibrazioni e risonanze.

Tecnicamente parlando, l'Audition CB 2.3 è un diffusore in Bass-Reflex, i suoi trasduttori sono un woofer con membrana "sandwich" da 160 mm e un tweeter a cupola in tessuto. Di 1850 Hz è la frequenza di crossover. Garantisce una risposta in frequenza che va da 37 Hz a 50 kHz. Sensibilità dichiarata 88 dB/2,83 V/1 m e impedenza nominale di 4 Ohm (minima 3,6 Ohm a 240 Hz).

Streamer/lettore CD Ovation AVM CS 8.3 in finitura Black Edition.
I buoni vecchi Compact Disc sono evidentemente ancora in grado di dire la loro se un marchio come l'AVM se ne interessa. Fiore all'occhiello della serie di dispositivi "All-in-One" AVM, è in grado di erogare ben 500 Watt per canale su 4 Ohm e 250 Watt su 8 Ohm, con una THD inferiore allo 0,005% e un rapporto segnale/rumore superiore a 95 dB.

L'AVM CS 8.3 in vista ravvicinata.
Estremamente ampia anche nel suo caso la connettività, direi universale: grazie al potente AVM X-STREAM Engine, implementa Apple AirPlay 2, Spotify Connect, Roon Ready, TIDAL Connect MAX, QOBUZ, UPnP, Web Radio, Multiroom & Party. Come se non bastasse, ha pure un amplificatore per cuffie di classe A e App RC X per iOS e Android.

Un altro tavolo espositivo, non dedicato alle cuffie ma a tre oggetti e una "colonnina" di testine Ortofon MC X30. Da destra: streamer/lettore CD AVM Inspiration CS 2.3, preamplificatore Phono MM/MC AVM30 PH 30.3 e il Media Player AVM Evolution MP 3.3.

Streamer/lettore CD AVM Inspiration CS 2.3.

Media Player AVM Evolution MP 3.3

Preamplificatore Phono MM/MC AVM30 PH 30.3
Fra tante sorgenti digitali non disdegna l'analogico la AVM con quest'interessante pre Phono MM/MC. Tramite il suo guadagno e impedenza regolabili individualmente può essere adattato in modo ottimale al proprio giradischi. È dotato di un cabinet in alluminio di alta qualità, per un aspetto elegante ma anche per un'efficace schermatura.

Testine Ortofon MC X30.
Il cuore della Serie MC X è costituito da un'avanzata struttura del corpo a nido d'ape in acciaio inox, realizzata tramite la tecnologia MIM (Metal Injection Molding), la quale assicura grande stabilità meccanica. Dopo le procedure di stampaggio e sinterizzazione, viene applicato un trattamento superficiale PVD (Physical Vapor Deposition) per migliorare l'aspetto della superficie e mantenere l'integrità del materiale nel tempo. Ogni modello viene costruito a mano impiegando componenti per la maggior parte realizzati in proprio. Tra questi c'è la gomma termoplastica (Rubber Dampers) adoperata per la sospensione della puntina.

Questo tavolino espositivo fa da introduzione alle straordinarie Cabasse La Sphère Evo, che incontreremo di qui a poco. In esposizione statica vediamo il Cabasse The Pearl Keshi, sistema audio stereo 2.1 compatto che include un subwoofer e due satelliti sferici. Il nome "Keshi" (che in tahitiano indica una piccola perla) evoca la sua origine ispirata alle perle naturali e le sue dimensioni ridotte.

Due coppie di diffusori Cabasse da supporto. Una coppia di The Pearl Akoya al centro e una di Rialto alle estremità.

Diffusore portatile impermeabile attivo Cabasse The Pearl Myuki.
Il cabinet sferico, Olson insegna, è quello migliore in termini di linearità di risposta in frequenza, eliminando alla radice il problema delle diffrazioni. Il Myuki monta un altoparlante medio/alto largabanda a cupola DOM 45 più due woofer con membrana a nido d'ape da 12 cm che lavorano in Push Push. È alimentato a batteria e rende possibile il collegamento a TV, giradischi, lettori CD, attraverso l'ingresso analogico Mini-Jack da 3,5 mm, o digitale tramite ottico SPDIF, non mancando la porta Ethernet, connettività WiFi, Bluetooth e USB-C. Sulla sinistra vediamo un modello più grande della linea The Pearl.

Il primo impianto della sala Pavillon era posto sulla parete destra, subito dopo l'ingresso, costituito dal giradischi AVM Rotation R 2.3 MKII, preamplificatore Phono AVM Ovation PH 6.3 Silver, AVM "All-in-One" AVM30 CS 30.3, condizionatore di rete AVM PC 5.3 e i diffusori Fink Team Kim supportati in basso dal subwoofer Velodyne SPL-X 12.

Giradischi AVM Rotation R 2.3 MKII.

Diffusore Fink Team Kim.
Dotato di un woofer da 8" e un tweeter AMT da 110 mm, ha forse la sua parte più interessante nella costruzione del mobile. Il pannello frontale scolpito si riduce in larghezza da 300 mm a 205 mm attorno all'unità AMT, così da favorire la dispersione delle alte frequenze e ridurre la diffrazione. Il pannello frontale è formato da MDF multistrato i cui elementi sono incollati con un nuovo ed esclusivo adesivo smorzante, baffle poi fresato con macchina CNC. Il rinforzo interno è monodimensionale per evitare la propagazione delle risonanze dei pannelli. Sempre all'interno del mobile vengono utilizzati degli assorbitori Strunk per rimuovere le onde stazionarie. Si tratta di risonatori di Helmholtz in controfase rispetto alle onde stazionarie, annullandole senza l'uso deleterio di masse di materiale assorbente. Potente, incisivo e rifinito il suono che ha espresso in sala.

"Mirabilis in fundo" si potrebbe dire parafrasando un noto detto latino. Mi sono bastati pochi secondi per capire che mi trovavo di fronte a dei diffusori realmente straordinari, rimanendo incantato dalla precisione con cui veniva proposto ogni minimo dettaglio, dalla maestosità dell'apertura scenica nella musica sinfonica, dall'emissione coerentemente puntiforme, dalla velocità e incisività nei generi energetici. Le responsabili di tale prestazione sono state una coppia di Cabasse La Sphère Evo 75 Years Limited Edition.

Fondamentale fornire una corrente pulita a oggetti talmente sensibili e raffinati, compito assolto dall'Isotek V5 Titan Black, condizionatore/distributore di rete, e dall'Isotek V5 Syncro UNI 16, dispositivo attivo di blocco della corrente continua da 16 Ampere.

Cabasse La Sphère Evo 75 Years Limited Edition.
Lo si può considerare un vero capolavoro di elettroacustica, senza tema di cadere nelle solite iperboli da recensore. Alto 1,34 m e pesante 60 kg, questo sistema a "sfera" (secondo Olson la miglior forma possibile per un cabinet), è interamente progettato su misura e realizzato a mano dai team di esperti Cabasse nei laboratori in Bretagna, Francia. Viene offerto come edizione numerata per celebrare il 75° anniversario di Cabasse, a riprova della sua estrema affidabilità viene fornito con una garanzia a vita sui suoi altoparlanti.

Sistema attivo a 4 vie, è amplificato con una potenza complessiva di 10.200 (!) Watt RMS, utili per sviluppare un livello sonoro massimo di 127 dB. L'elettronica è completamente integrata nella base e comprende un convertitore DAC AKM4493 di fascia alta. La progettazione è del tipo "All-in-One" e non richiede nulla di aggiuntivo, basta collegarlo alla rete di alimentazione e il gioco è fatto. Implementa un sistema di adattamento automatico allo spazio d'ascolto, con calibrazione della stanza CRCS per prestazioni ottimali.

Formidabile la sua capacità dinamica grazie ai due trasduttori brevettati da 30 cm HELD, disposti in configurazione Push-Push e ciascuno alimentato con 1850 Watt RMS. Il driver TCA (Tri Coaxial Aramid) dell'originale La Sphère è qui corroborato dall'ultima evoluzione in campo DSP (Digital Signal Processing).

Completamente invisibile all'occhio è l’elettronica ultra-miniaturizzata integrata nella base del diffusore, garantendo una silhouette pulita e raffinata. I cavi sono nascosti all'interno del supporto a forma di Lissajous.
Alfredo Di Pietro