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jueves, 13 de agosto de 2026 ..:: MicroSound Technology XAI20 ::..   Entrar
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 Amplificatore integrato stereo MicroSound Technology XAI20 Minimizar

INTRO

La mia prima presa di contatto con il pianeta MicroSound Technology risale al 2021. Ne scaturì una recensione, pubblicata nel gennaio 2022, nella quale esaminavo l'accoppiata preamplificatore più finale di potenza XSP 11/MSA 11. A questa ne sono seguite diverse altre, che hanno consolidato il mio rapporto di stima con l'azienda brianzola. A scanso del sospetto di eventuali "vicendevoli aiuti", colgo l'occasione per ribadire che il mio sito, Non solo audiofili, si è smarcato sin dall'inizio da qualsiasi intento di profitto personale, essendo basato unicamente sulla mia passione per la musica e l'alta fedeltà. Non ospita, né mai lo farà, banner pubblicitari, non ha carattere periodico ed è indirizzato a travalicare qualsiasi logica commerciale. L'ammirazione che provo nei confronti di quest'azienda e del suo progettista, Carlo Colombo, è dunque unicamente generata dalla qualità delle elettroniche che produce. Il mio sguardo odierno è rivolto verso una realtà che non ama sedersi sugli allori, ma sottopone la propria produzione a una costante evoluzione in direzione del raffinamento sonoro. Si potrebbe parlare più propriamente di "elettrodomestici", se non esistesse questo fondamentale legame tra circuiti elettronici e fedeltà del suono, un vincolo che trascende la mera funzionalità per proiettare l'arte della riproduzione sonora in una sfera a sé. A una lavatrice è lecito chiedere che lavi bene i nostri indumenti, a un frullatore che triti, mescoli ed emulsioni gli alimenti.

A un amplificatore no: non è sufficiente che questo si accenda e faccia il suo dovere, ma diventa cruciale proprio la sua tempra sonora, vale a dire il modo in cui condiziona e modifica il segnale che gli viene fornito a monte. Devo ammettere che non è stato facile recensire l'amplificatore integrato XAI20, un oggetto per certi versi anomalo, che punta tutto sulla bontà del suono e si distingue dalla filosofia oggi imperante dell'aggregazione di più funzioni sotto un unico telaio. Lui si "limita" ad amplificare il segnale di linea che gli viene somministrato: non integra un pre Phono né un DAC, come avviene in molti apparecchi, anche economici, che affollano il mercato. Se un integrato offre a un costo contenuto molteplici funzionalità, deve necessariamente fare i conti con la ripartizione di un budget già limitato in partenza. Ne consegue, innanzitutto, l'impiego di una componentistica di valore non elevato, cui si aggiunge una costruzione improntata all'economia. Sono elementi che non depongono a favore del raggiungimento di un risultato di pregio e, se questo può andar bene ad alcuni utenti, per l'audiofilo che desideri un suono davvero di alto livello devono profilarsi soluzioni diverse.


AMPLIFICATORE INTEGRATO STEREO MICROSOUND TECHNOLOGY XAI20
CARATTERISTICHE PRINCIPALI




- Design stile "console" retrò con valvole, ingressi, uscite e tasti di selezione diretta sul pannello superiore.
- Quattro ingressi analogici RCA stereo selezionabili, commutati a relè.
- Due uscite L/R con binding post compatibili con banana, forcella o cavo spellato.
- Preamplificatore in Classe A a valvole ECC803S o 12AX7.
- Volume regolabile con potenziometro motorizzato Alps RK168 e telecomando.
- Mute con volume incrementale alla disattivazione.
- Funzione Stand/By, sia da telecomando che automatico impostabile dopo due ore di inutilizzo (stato memorizzato).
-  Due VU-Meter a luminosità regolabile su 6 livelli (stato memorizzato).
- Canali destro e sinistro completamente indipendenti, Dual Mono.
- Finale a stato solido completamente a componenti discreti con transistor bipolari Thermal Trak (2 per canale in Push-Pull) e stadio d'ingresso con JFET Toshiba.
- Banda passante della sezione di preamplificazione: da 3 Hz a 700 kHz (-3 dB).
- Classe di lavoro della sezione finale A, commutabile in AB.
- Potenza massima (in Classe AB): 26 watt su 8 ohm e 50 watt su 4 ohm.
- Potenza massima (in Classe A): 20 watt su 8 ohm e 10 watt su 4 ohm.
- Protezione su temperatura, durata lavoro in clipping eccessivo a protezione dei tweeter.
- Circuito stampato a 4 strati di alto spessore.
- Sequenza di accensione delle valvole con corrente controllata e applicazione della tensione anodica successiva al riscaldamento dei filamenti, per una massima durata dei tubi.
- Valvole montate su contatti a molla a tulipano di altissima qualità, per un contatto affidabile nel tempo, senza zoccolo.
- Potenziometro Alps accoppiato alla manopola con giunto cardanico e cuscinetto a sfere.
- Alimentatore lineare stabilizzato esterno dedicato all'XAI20, con la possibilità di sceglierne uno a commutazione.
- Potenza assorbita in Classe A : 150 watt a 230 volt AC.
- Potenza assorbita in stand/by < 1 watt.
- Montato e saldato completamente a mano in Italia.
- Progettato completamente in Italia all'interno di MicroSound Technology.
- Componentistica elettronica di classe elevata reperita principalmente in USA.
- Contenitore con efficienti dissipatori esterni laterali in alluminio.


SPECIFICHE TECNICHE

- THD su 8 Ω 20 watt in Classe A: 0,010%
- THD su 4 Ω 40 watt in Classe AB: 0,012%
- SNR A su 8 Ω 20 watt in Classe A: 95 dB
- Damping Factor a 1 kHz a piena potenza: > 650

Listino tasse incluse:

6.900 € con alimentatore compatto stabilizzato a commutazione.
7.400 € con alimentatore stabilizzato lineare.


DESCRIZIONE



Dal gradevole aspetto di console retrò, quest'amplificatore integrato ispira a chi lo vede e lo maneggia una grande sensazione di solidità. La sua fisionomia è caratterizzata dai due corposi dissipatori laterali, due ali che rendono slanciato il corpo e che il progettista ha saggiamente collocato esternamente alla circuitazione. Sul frontale vediamo una grande manopola centrale con nove tacche di riferimento. Non fa capo a un encoder, ma a un tradizionale potenziometro motorizzato: l'Alps RK168 (504M-100KAX4). La manopola è in tinta con l'apparecchio e ai suoi lati spiccano due intriganti V-Meter gialli con retroilluminazione integrata, i Taiwan Nissei TN-73-9213H. Se retrò dev'essere, che lo sia per davvero, anche nei particolari. Si tratta di strumenti analogici a quadrante, con ago e scala logaritmica, dotati di una zona rossa di sovraccarico. Nella parte inferiore possiamo apprezzare la percentuale di modulazione del segnale in scala lineare, dove lo "0" indica la totale assenza di segnale e il "100" rappresenta il 100% della modulazione prima di entrare nella zona di sovraccarico. Non mi soffermo su questi particolari per eccessiva pignoleria, ma perché l'utente potrebbe non avere ben chiaro il significato di tali scale.



Sotto la manopola vediamo tre LED che indicano la Classe di lavoro (AB), la messa in tensione dell'apparecchio (ON) e lo stato di errore (ERR). Le alette dei dissipatori sono sagomate a "onda", cioè con un profilo a dente di sega, una soluzione mirata ad aumentare la superficie di scambio termico e a ottimizzare il flusso d'aria. Ritroveremo questo accorgimento anche sull'unità di alimentazione. Eccoci arrivati al "piatto" centrale, che ospita, nella parte superiore, i quattro ingressi di linea RCA destro e sinistro e i binding post multifunzione per i diffusori. Nella parte inferiore, accanto alla dicitura "XAI 20 Class A Hybrid Integrated Amplifier", troviamo i cinque tastini corredati di LED relativi al Mute e alla selezione dei quattro ingressi, più un LED che segnala l'attivazione della Classe AB. Nella zona centrale spuntano dalla superficie sei condensatori, 
quattro sono Nichicon da 15.000 µF/25 volt, mentre gli altri due sono da 1000 µF/250 volt; questi ultimi sono posizionati in prossimità delle ECC803S e si occupano di filtrare ulteriormente l'alimentazione anodica proveniente dall'alimentatore, già stabilizzata a 200 volt. I tubi sono protetti da un cappuccio metallico, facilmente rimovibile ruotandolo in senso antiorario finché non viene espulso verso l'alto grazie alla molla interna. Io l'ho tolto durante l'ascolto, ma non nel corso delle misure, perché tali cappucci fungono anche da schermo. Al momento del rimontaggio ho dovuto esercitare una notevole pressione sulla molla, che è a diretto contatto con il vetro del tubo, non senza qualche patema d'animo per la sua incolumità. Ma, evidentemente, la copertura in vetro era più resistente di quanto pensassi.



Vedremo nel paragrafo successivo quali altre funzionalità hanno questi piccoli tasti. Sul retro, oltre alla targhetta identificativa e agli avvisi di sicurezza, ci sono le due spine maschio che vanno collegate all'unità di alimentazione. La più grande è un connettore circolare a flangia Amphenol eco|mate, dotato complessivamente di nove poli, mentre il secondo, più piccolo, è anch'esso un connettore circolare, con cinque pin. Entrambi sono polarizzati, cioè possono essere inseriti nel relativo connettore femmina soltanto in una determinata posizione (non ci si può sbagliare, insomma...). Mi permetto di segnalare al lettore che la famiglia di connettori circolari Amphenol eco|mate è una serie di componenti industriali standard per la trasmissione di segnali e potenza, progettata per resistere ad ambienti gravosi e caratterizzata da un elevato grado di protezione. Nulla di più affidabile e robusto, dunque. Nella "visual inspection" dell'interno, l'ordine regna sovrano. Anche a un occhio non particolarmente esperto risalta la perfetta simmetria destra/sinistra della circuitazione. Possiamo vedere il robusto giunto cardanico che collega la manopola del volume al potenziometro Alps e la componentistica, tra cui i condensatori a film in polipropilene WIMA MKP 4 e MKP 10, due induttori avvolti in aria e i circuiti integrati Texas Instruments TL074ACN, amplificatori operazionali quadrupli con ingressi a JFET a basso rumore. 
Questi ultimi sono destinati al pilotaggio dei VU Meter in quanto tutta l'amplificazione audio è a componenti discreti.



È presente inoltre l'importante microcontrollore a 8 bit Microchip PIC16F887-E/P, una sorta di "cervello centrale" che ha la cruciale funzione di leggere i segnali in ingresso, elaborarli secondo il software memorizzato al suo interno e controllare i dispositivi in uscita. Un altro componente che osserviamo è il relè di potenza miniaturizzato prodotto da NAIS (Matsushita/Panasonic), modello JW1FSN-DC12V. Molto veloce è l'illustrazione dell'unità di alimentazione, dotata di tre LED sul pannello frontale (ON/STAND BY/ERR) e ospitante, sul retro, i due cavi connessi direttamente alla scatola dell'alimentatore. Interessante la parte superiore, con una grata rettangolare al centro del pannello, dalla quale s'intravvede il trasformatore toroidale. Come nell'unità principale, ai lati troviamo i dissipatori. Una volta scoperchiato il telaio, possiamo vedere i componenti elettronici e il blocchetto che fa capo alla vaschetta IEC di alimentazione: un filtro EMI monofase della LCR Electronics (modello LCR 084M.00301.00-RSI), completo di schema circuitale, utile per la soppressione delle interferenze elettromagnetiche (EMI/RFI) sulla linea di alimentazione. Quattro condensatori elettrolitici in alluminio Cornell Dubilier CDM 381LX da 15.000 µF/50 VDC provvedono al filtraggio della tensione di rete.




USO E FUNZIONALITÀ



Il nostro percorso di conoscenza dell'XAI20, un'elettronica solo in apparenza elementare, prosegue addentrandoci nel suo uso pratico e nelle non poche funzionalità che implementa, tutte ben descritte nel manuale che l'utente riceve all'atto dell'acquisto. Molti si chiederanno cosa significhi il nome del modello, che altro non è se non un acronimo: la X indica il top della gamma MicroSound, A sta per Amplificatore, I per Integrato e 20 indica i watt reali in Classe A su 8 ohm per canale. Partiamo dalla fine, cioè dal telecomando, che consente di controllare l'accensione e lo stand-by, modificare la luminosità dei V-Meter, cambiare ingresso, attivare il Mute e selezionare la Classe A o AB. Quest'ultima funzione è molto utile perché il cambio avviene in tempo reale e lo stato viene memorizzato alla riaccensione. Ci sono infine i tasti per la regolazione del volume a grandi e piccoli passi. Con riferimento al pannello anteriore, i due V-Meter sono collegati al segnale d'uscita, mentre vale la pena analizzare nel dettaglio il comportamento dei tre LED citati in precedenza. Il LED blu (ON) rimane illuminato fisso quando l'apparecchio è acceso, lampeggia quando è in stand-by e si spegne per un istante quando l'amplificatore riceve un segnale dal telecomando. Il LED rosso (ERR) è sicuramente quello più ansiogeno, poiché lampeggia in caso di picchi nei quali il segnale d'uscita raggiunge la massima tensione disponibile (Voltage clipping). Se invece la luce rimane fissa, il nostro apparecchio si trova in una condizione di errore stabile e viene pertanto disabilitato.



Carlo Colombo ha compiuto un accurato studio affinché le valvole preamplificatrici operassero nelle migliori condizioni possibili, a tutto vantaggio della loro durata. Questo è il motivo per cui la fase di accensione consta di quattro passaggi. Nel primo, i filamenti vengono alimentati a tensione crescente, così da evitarne l'invecchiamento prematuro. Questa fase ha una durata di 15 secondi. Successivamente viene acceso l'alimentatore principale, quello che fornisce l'alta tensione ai tubi e all'amplificatore di potenza, che in questa fase viene mantenuto in Classe AB. Dopo una decina di secondi, necessari per la stabilizzazione e la verifica dei segnali, il potenziometro del volume viene portato a 0 e quindi incrementato sino a un valore molto basso, di assoluta sicurezza. Alla fine, se tutto procede regolarmente, vengono connessi i diffusori e viene disattivata la condizione di Mute. L'XAI20 è protetto dal clipping, un evento che può rivelarsi esiziale soprattutto per i tweeter dei nostri diffusori. Un'ulteriore sicurezza è data dalla logica di controllo, che sorveglia ininterrottamente il corretto funzionamento, preservando l'XAI20 non solo dalla saturazione, ma anche da un'eventuale sovratemperatura e dalla presenza di una tensione continua in uscita superiore a ±3 volt.



È bene rammentare che i quattro tastini relativi agli ingressi, In1, In2, In3 e In4, non hanno soltanto la funzione di selezionare l'ingresso, ma presiedono, nel rispettivo ordine, a:

- Cambio della Classe di lavoro, da A ad AB e viceversa.
- Esclusione della protezione dal clipping.
- Attivazione dello spegnimento automatico dopo due ore d'inattività dell'elettronica.
- Regolazione dell'intensità della retroilluminazione dei V-Meter.

Il procedimento di attivazione e disattivazione è il medesimo per tutti e quattro i casi e prevede la messa in Mute dell'integrato, il successivo mantenimento della pressione sul relativo tastino per oltre 5 secondi e, infine, il disinserimento del Mute. Volendo ripercorrere sommariamente l'itinerario della circuitazione, il segnale d'ingresso viene commutato al potenziometro di attenuazione tramite relè "reed", cioè interruttori elettromagnetici composti da due sottili lamelle ferromagnetiche sigillate all'interno di un'ampolla di vetro, sottovuoto o contenente gas inerte, circondata da una bobina. Il segnale in uscita da detto potenziometro viene poi inviato alla sezione di preamplificazione, realizzata con due tubi ECC803S, per un'elevazione in tensione del segnale pari a circa 10 dB. Infine, il segnale così preamplificato viene mandato alla sezione finale di potenza, che utilizza una coppia di JFET "matched" per interfacciarsi al meglio con l'alta impedenza d'ingresso della sezione finale rispetto all'uscita del preamplificatore.



Bisogna fare molta attenzione al posizionamento sia dell'unità principale sia di quella di alimentazione, in ragione del notevole calore sviluppato, così da consentire ai dissipatori di svolgere agevolmente la loro funzione. È quindi necessario lasciare una distanza di almeno 10 cm da ogni lato e di 30 cm nella parte superiore, evitando di collocare l'apparecchio all'interno di vani chiusi di mobili o librerie, tanto più se dotati di ante a vetro. Ad ogni modo, si può stare tranquilli perché, in caso di calore eccessivo, interviene la protezione da sovratemperatura. Inutile, in questa sede, riportare le varie clausole della garanzia, che è di ben 10 anni (due come previsto dalla legge europea più otto garantiti dal produttore); superfluo è anche raccomandarne l'attenta lettura e comprensione.




UN AMPLIFICATORE DA STIMARE
COLLOQUIO A TRE CON CARLO COLOMBO E GIULIANO RE




La prima domanda sorge spontanea, come si suol dire, e riguarda l'idea seminale alla base di questo nuovo progetto, l’integrato XAI20. È nata semplicemente dall'esigenza, che secondo il progettista Carlo Colombo molti appassionati avvertono, di unire un preamplificatore valvolare a un finale a stato solido in Classe A: il sogno di moltissimi audiofili. Si tratta di una combinazione molto interessante e ricercata che, secondo molti, rappresenta il traguardo dell'amplificazione domestica, potendo contare sul timbro delle valvole e sull'autorità di un finale in Classe A. Nel caso dell’XAI20, si tratta di una potenza non esagerata, ma sufficiente per pilotare praticamente qualsiasi carico. I 20 watt reali e la sezione preamplificatrice a valvole non colorano il suono in maniera eccessiva, al punto da rendere praticamente indistinguibile, sotto il profilo timbrico, qualsiasi brano si ascolti. Colombo è stato quindi attento a introdurre una quantità appropriata di distorsione e di colorazione da parte del preamplificatore, piacevole ma senza arrivare a tassi dell’1, 2 o 3 per cento, che avrebbero potuto sporcare le misure. Nelle elettroniche ibride il compromesso consiste sempre nel riuscire a ottenere rilevazioni strumentali accettabili mantenendo al tempo stesso quel tipo di suono che solo la valvola è in grado di offrire, grazie alla sua peculiare distribuzione degli armonici.



Per ottenere questo risultato c'è un doppio triodo per ramo di preamplificazione, mentre il finale di potenza presenta un ingresso ad alta impedenza, proprio per interfacciarsi al meglio con la sezione valvolare. Per questo motivo manca un «Pre Out»: in caso contrario, sarebbe stato necessario inserire un driver in grado di pilotare un qualsiasi finale. L'impedenza d'uscita del preamplificatore si attesta intorno ai 50 kΩ, mentre l'ingresso del finale in Classe A è dell'ordine del MΩ. Quest'ultimo, quindi, non carica praticamente per nulla la sezione di preamplificazione, permettendole di trattare il segnale correttamente senza snaturare quella che è l'anima della valvola. Dai miei esperimenti sul campo, facendo ruotare diversi sistemi di altoparlanti, ho riscontrato in ogni occasione un'ottima capacità di pilotaggio. La prerogativa di una buona, se non ottima, capacità di pilotaggio è d'altronde tipica del marchio brianzolo, perché tutte le sue amplificazioni hanno l’ambizione di essere universali, vale a dire in grado di pilotare qualsiasi carico, difficile o meno che sia. I 20 watt a disposizione sono effettivamente sufficienti per gestire adeguatamente ogni diffusore, ma risultano adeguati soprattutto per esprimersi in un ambiente non molto ampio, come quello tipicamente domestico. A questo proposito ho condotto delle prove anche con diffusori da 83 dB di sensibilità e, nel mio salotto di 6 × 4 metri, i risultati sono stati soddisfacenti. Naturalmente, è con i diffusori ad alta efficienza che si ottiene la resa migliore, anche in ambienti di dimensioni superiori a quelle tipicamente domestiche.



Con sistemi dalla sensibilità di 90 dB o superiore si possono apprezzare tutte quelle sfumature che può regalare un tubo termoionico. Il suono sarà magari anche un po' artefatto, dice Giuliano Re, ma sicuramente molto ricco di armoniche. Di quelle buone, aggiungo io, perché la configurazione Single Ended porta alla formazione di quelle pari, certamente più piacevoli all'orecchio, poiché generano intervalli consonanti, con il risultato sonico di un maggior calore, rotondità e corposità. Sono caratteristiche che vengono poi temperate dalla sinergia con il finale di potenza a stato solido in Classe A. In realtà, non solo "A", in quanto l'utente può scegliere tra due classi di lavoro: quella A nativa e la AB. In AB non e' stato necessario implementare un'elevata polarizzazione per ridurre la distorsione da crossover, perché i transistor Thermal Track utilizzati hanno il vantaggio di essere estremamente lineari nella curva di trasferimento anche a bassa corrente. Si nota, peraltro, all'ascolto una notevole prontezza di erogazione, laddove altri amplificatori si rivelano più "timidi". Le ECC803S adoperate hanno una banda passante, misurata dal progettista, di -3 dB a 700 kHz, da cui derivano la grande prontezza e velocità. E' senz'altro una bella sensazione quella data da un amplificatore che eroga la propria potenza in maniera pronta e disponibile, mettendo immediatamente a disposizione tutte le qualità di cui dispone, caratteristica certamente attribuibile anche alla Classe A.



Nell'XAI20 l'alimentazione è separata, posta in un secondo telaio, e tutti conoscono i vantaggi di una tale soluzione, tra cui il minor rumore di fondo e una presenza dei 50 Hz di rete molto ridotta (lo vedremo alle misure). Esistono, tuttavia, altri vantaggi. In un Classe A, nel telaio che ospita la circuitazione audio si produce un notevole calore: perché, dunque, aggiungerne di ulteriore mettendo nella medesima unità una sezione di alimentazione che già ne sprigiona di suo? Al calore si aggiungerebbe altro calore. Incorporare l'alimentatore lineare (l'utente può scegliere anche un modello con tecnologia a commutazione) nello stesso chassis avrebbe fatto sì che gli attuali dissipatori non sarebbero stati sufficienti a smaltirlo, ma sarebbe stato necessario realizzare cinque o sei unità. Anche con l'alimentatore "Switch Mode" ci sarebbero stati dei problemi, introducendo una sorgente di disturbo ad alta frequenza all'interno dello stesso telaio che ospita un amplificatore integrato a valvole e un finale. Anche questa sarebbe dunque stata una scelta improponibile. Ecco spiegata l'opzione di impiegare due telai separati, con un alimentatore a scelta tra lineare e a commutazione. L'alimentatore è un Tracking Duale, cioè un dispositivo che genera due tensioni simmetriche, una positiva e una negativa rispetto alla massa (+V e -V), in cui il ramo negativo "insegue" automaticamente quello positivo.



Non manca una protezione dallo sbilanciamento di tensione, affidata a un circuito impegnato a controllare che la tensione positiva sia uguale a quella negativa. Se si verifica una differenza di qualche volt su un lato o sull'altro, il sistema stacca tutto e spegne l'apparecchio. Al suo interno sono presenti un microcontrollore e dei sensori di temperatura. Emerge così un oggetto dedicato ad audiofili raffinati, forti di una notevole esperienza d'ascolto e con le idee chiare, tale da assicurare il soddisfacimento delle grandi aspettative di quegli appassionati che esigono un'elevata qualità del suono e sono in grado di capire quando un apparecchio è realmente di alto livello, e non il solito con il quale qualsiasi disco si metta suona più o meno nella stessa maniera. Personalmente, ho notato nell'XAI20 un'elevata differenziazione timbrica tra uno strumento e l'altro, per esempio tra un fagotto, un clarinetto e un oboe. Si ha così la possibilità di un riconoscimento molto più schietto rispetto a quello offerto da un'elettronica che tende invece a semplificare il timbro. Nel MicroSound, invece, il timbro è ricco, molto ricco. Distorcendo molto poco, è in grado di far sentire tutti quei suoni che si trovano sotto i 60-70 dB e che contribuiscono a restituire il colore autentico del timbro, lasciandolo intonso. Il timore di chi acquista un Classe A è che, con il tempo, la notevole temperatura che si crea al suo interno possa in qualche modo limitarne la durata. Il problema è reale.



Se prendiamo determinati apparecchi giapponesi degli anni '70, prodotti secondo criteri progettuali non certamente accurati, come invece meriterebbe un Classe A, dopo un certo periodo letteralmente cuocevano. Laddove si sviluppa un notevole calore, è deleterio tenere i dissipatori all'interno, ma questi erano collocati sotto delle griglie, internamente al telaio, cosicché la temperatura arrivava facilmente a 80-90 gradi e la durata dei condensatori, dei semiconduttori e di tutto il resto si riduceva in maniera drammatica. Nell'XAI20, invece, i dissipatori sono esterni, a vista, e il calore prodotto viene immediatamente dissipato, evitando che si accumuli in qualsiasi parte dell'apparecchio. Anche all'interno dello chassis la situazione è favorevole, perché il circuito stampato, pur essendo molto grande, è pieno di fori e permette il passaggio dell'aria dal basso verso l'alto. Parlando della circuitazione, si tratta dell'elaborazione di schemi che ormai sono abbastanza classici. Troviamo un amplificatore differenziale d'ingresso a FET e finali di potenza Thermal Track della ON. Una cosa interessante è che la corrente di polarizzazione in Classe A viene raggiunta immediatamente all'accensione. Non è quindi necessario aspettare la solita mezz'ora affinché l'amplificatore suoni bene, cioè raggiunga la corrente di polarizzazione richiesta. Questa viene mantenuta sia a caldo sia a freddo e in qualsiasi situazione di funzionamento, proprio grazie ai transistor Thermal Track, che incorporano un sensore di temperatura sul chip.



Ogni XAI20 ha un costo importante per la MicroSound Technology, dovuto a una componentistica di qualità molto elevata e attentamente selezionata. In questo contesto risulta ammirevole e vantaggiosa per il cliente l'opera di contenimento del prezzo finale. Ogni esemplare è realmente realizzato e montato in azienda; la componentistica viene acquistata in America o in Inghilterra, con il concreto impegno a mantenere il più possibile contenuti i costi. Non si può dire altrettanto di molti apparecchi, per i quali l'etichetta Made in Italy o Made in England è relativa soltanto all'ultima fase di assemblaggio, mentre in realtà le schede elettroniche arrivano già montate dalla Cina o dal Vietnam. A onor del vero, determinati produttori fanno montare completamente l'apparecchio in Cina e, onestamente, riportano sul retro la dicitura Made in China. Altri produttori fanno invece montare in Cina le schede elettroniche, che sono poi la polpa di questi apparecchi, utilizzando componentistica reperita sul mercato cinese, per poi assemblare il prodotto finale nel proprio Paese e apporre la dicitura Made in Italy, Made in England o Made in Germany. In verità, il "made" riguarda soltanto la fase di assemblaggio finale. Nella nostra chiacchierata è emerso un quadro molto chiaro di questo integrato, significativo di scelte progettuali che parlano chiaramente del livello di raffinatezza ambìto e raggiunto. Tra queste, anche il particolare dell'assenza di zoccoli in Teflon per le valvole, essendo questi ultimi fonte di ulteriori possibili seccature, come quelle legate all'affidabilità del contatto.



L'XAI20 ha l'alimentazione stabilizzata in continua dei filamenti, con la relativa tensione che viene applicata gradualmente all'accensione, evitando dunque il classico effetto "flash" e con benefiche ripercussioni sulla durata delle ECC803S, che può arrivare alla vita teorica di 10-20.000 ore di funzionamento. In buona sostanza, con questo sistema i tubi non dovrebbero praticamente mai essere sostituiti. Ecco il vantaggio di applicare gradualmente la tensione al filamento. Un'altra attenzione riguarda la tensione anodica, che viene applicata dopo che la valvola ha iniziato l'emissione. In altre parole, quando il filamento comincia a emettere, a quel punto viene attivata la tensione anodica. Un secondo accorgimento per favorire la durata delle valvole consiste nell'eliminare il contatto tra i pin terminali e lo zoccolo, una seccatura infinita che porta moltissimi a mettere in atto degli "escamotage", come far ruotare un dito sulla punta della valvola, perché in questo modo si ottiene una pulizia del contatto attraverso la rimozione dell'ossidazione. Un'operazione che in casa MicroSound si è voluto eliminare alla radice, togliendo di mezzo lo zoccolo e saldando direttamente i contatti al circuito stampato, una PCB dello spessore di 2 mm. I piedini sono torniti e presentano contatti in rame al berillio dorati, così da evitare i fenomeni di ossidazione che possono insorgere tra lo zoccolo e i piedini della valvola. Questo fa sì che essa rimanga in contatto in maniera stabile e indefinita nella propria sede, anche nel tempo.



Carlo Colombo dichiara di non aver mai dovuto toccarne una dopo l'inserimento. C'è anche da dire che i tubi preamplificatori scaldano molto poco, quindi la temperatura generata non raggiunge livelli tali da creare problematiche di torsione, diversamente dalle valvole di potenza, per le quali bisogna prestare molta attenzione alle temperature che raggiungono, soprattutto in corrispondenza dei piedini. Infatti, molti zoccoli dedicati a queste ultime sono realizzati in ceramica e dotati di contatti ben realizzati. "Per le valvole preamplificatrici", dice Colombo, "la tecnologia che ho adottato mi sembra la soluzione migliore, perché elimina completamente tutta la questione dei contatti, dell'invecchiamento e dell'ossidazione."

 

 

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SET THE CONTROLS FOR THE HEART OF THE SUN
L'ASCOLTO


IMPIANTO

Lettore di rete WiiM Pro-A2FC
Convertitore D/A MicroSound Technology CDA1
Diffusori Lahò BadGirl
Diffusori Pylon Opal Monitor
Diffusori Aliante Caterham Seven Exclusive
Diffusori Openitem Cocaine S-40 Improved
Diffusori Lonpoo LP-42
Diffusori Bennett & Ross Exosphere
Diffusori Canton LE 109
Diffusori Lahò BadLady
Cavi di segnale Supra Dual RCA - Kimber Hero - Audio Quality
Cavi di potenza Supra Ply 3.4 S
Cavi di alimentazione Supra LoRad e Fluxus Alimentami


ALBUM ASCOLTATI

- Weather Report - Night Passage
- The Headhunters - Survival Of The Fittest
- Mahavishnu Orchestra - Visions of the Emerald Beyond
- Gentle Giant - Free Hand
- Pink Floyd - A Saucerful of Secrets
- Emerson Lake & Palmer - Tarkus
- Modern Jazz Quartet - Lonely Woman
- Bill Evans Trio - Portrait In Jazz
- Keith Jarrett - Standards In Norway
- Freddie Mercury - Barcelona Special Edition
- Bruno Mars - Unorthodox Jukebox
- Fabrizio De Andrè - Anime Salve
- Mariah Carey - Daydream
- Celine Dion - My Love - Essential Collection
- Mina - MinaCantaLucio
- Franz Liszt. Années de pèlerinage - Francesco Libetta
- Beethoven: Piano Concerto N. 1 - Denis Matsuev - Russian National Youth Symphony Orchestra
- Arturo Benedetti Michelangeli - Chopin: 10 Mazurkas - Prélude Op. 45 - Ballade Op. 23 - Scherzo Op. 21
- Prokofiev: Sinfonia Classica - The Chamber Orchestra of Europe - Claudio Abbado
- Anton Bruckner - Symphony N. 8 - Netherlands Radio Philharmonic Orchestra - Jaap van Zweden
- Mahler: Des Knaben Wunderhorn - Berliner Philharmoniker - von Otter - Quasthoff - Claudio Abbado


Non è per un caso di paranoia audiofila se ho sottoposto al MicroSound Technology XAI20 tutti i diffusori che possiedo, oltre a due sistemi che avevo in prova per una recensione, i Lahò BadGirl e BadLady. Le presagite eccellenti capacità di pilotaggio sono state in ogni caso confermate: i watt erogati si sono rivelati più che sufficienti per raggiungere livelli di pressione medio-alti nel mio ambiente, un comune salotto domestico di 6 × 4 metri, che non ho voluto trattare acusticamente proprio per farlo assomigliare il più possibile a una stanza non esclusivamente dedicata all'ascolto, sicuramente la situazione più comune nelle case. Anche i sistemi più piccoli e, quindi, meno sensibili non hanno lasciato a desiderare quanto a volume del suono, almeno per le mie capacità di sopportazione. Chi ama i volumi da giostrai può benissimo rivolgersi, volendo rimanere in casa MicroSound, all'amplificatore integrato Ai60, accreditato di 60 watt per canale minimi su 8 Ω e di 120 watt su 4 Ω. Ho avuto la possibilità di averlo in casa per effettuare dei confronti diretti con l'XAI20, dai quali è uscito in ogni occasione a testa alta. Una lista dunque di otto sistemi d'altoparlanti dalla forbice di valore particolarmente ampia, che si potrebbe titolare "Belli e brutti suonan tutti", curioso come un furetto di scoprire come l'XAI20 sarebbe stato capace di trasformare i brutti anatroccoli in cigni.

Fatto sta che i più modesti (Cocaine S-40 Improved e Lonpoo LP-42) non li avevo mai sentiti suonare così prima. Un caso a parte sono i diffusori da pavimento Bennett & Ross Exosphere, torri snelle alte 111 cm, dotate di tre woofer da 16,5 cm, un radiatore passivo da 16,5 cm, un midrange da 16,5 cm e un tweeter a cupola da 2,54 cm. Pagate poco più di 200 euro la coppia su Amazon, se non fosse per un cabinet davvero misero, dal peso di appena 11,1 kg ciascuno, potrebbero a mio parere insidiare ben altri sistemi con il loro suono lucido, pulito e dettagliato. Nell'elenco non mancano i sistemi di valore, con i due Lahò BadGirl e BadLady in testa, di passaggio per una recensione, ma anche i miei vecchi Canton LE 109 si fanno tuttora rispettare. Presentati sul mercato intorno al 2002, sono ancora considerati ottimi diffusori di fascia economica/media, in grado di emettere un suono grande, scolpito e molto ben dettagliato, con una gamma bassa profonda e d'impatto. Ma è possibile estrarre il succo timbrico di un'amplificazione sulla base di registrazioni, sorgenti e diffusori che si conoscono come le proprie tasche? Non saprei rispondere con certezza al quesito, ma credo di poter dire la mia a ragion veduta. Mi preme chiarire subito che un amplificatore integrato come il MicroSound Technology XAI20 non possa riservare spiacevoli sorprese all'utente, né per quanto riguarda la qualità del suono né per la sicurezza di funzionamento nelle svariate condizioni d'uso.

Nel corso degli ascolti, i parametri acustici chiave da valutare sono la timbrica, la dinamica, la capacità di controllo dei bassi, dove il fattore di smorzamento ha buon gioco, e l'accuratezza del palcoscenico sonoro. Come di solito avviene nelle mie recensioni, la lista degli album che ho stilato non rappresenta che una minima parte di quelli complessivamente ascoltati, ma, per una ragione o per l'altra, ognuno è degno di nota e utile a far emergere particolari che rivelano la personalità del DUT. Tra le strategie che un progettista mette in atto per rendere più seducente un proprio prodotto c'è quella di rendere il suono attrattivo per l'appassionato medio, magari conferendogli un'impronta un po' "loudness" o esaltandone il dettaglio, oppure andando a forzare determinati parametri. Nulla di tutto questo avviene con il nostro MicroSound; anche se a qualcuno potrà sembrare paradossale, il suo fascino risiede principalmente nel non inseguire alcuna forma di imbellettamento. Nessun cosmetico serve a un viso dai lineamenti naturalmente armoniosi e l'XAI20 ha nel suo DNA l'imprescindibile dote dell'autenticità. Nulla viene espresso in maniera artefatta, ma tutto sgorga alla fonte con quella genuinità che allontana anche il rischio della fatica d'ascolto.

La seduta finale d'ascolto inizia con un disco conosciutissimo, ascoltato centinaia di volte e con qualsiasi catena: Night Passage dei Weather Report, una sorta di prova del nove per individuare sin da subito i punti salienti di un oggetto. Rockin' in Rhythm è la quinta traccia di quest'album, registrato in studio e pubblicato nel 1980, un brano ricco d'impulsi ritmici, idoneo quindi a testare la reattività del MicroSound ai transienti. Scopro una grande velocità, un'immediatezza di erogazione non però scorbutica o tesa, con il timbro che conserva una sua speciale pienezza in ogni frangente. Il basso mi ha davvero colpito, consegnato alle orecchie con una generosità senza mezze misure, riuscendo a coniugare due anime forse opposte: l'impatto e il garbo. Ciò che emerge dal brano Faith del disco Visions of the Emerald Beyond della Mahavishnu Orchestra è una riproduzione cristallina, che può contare su quella speciale cura dei microsuoni che favorisce un quadro completo della situazione. Sarebbe sbagliato parlare di arricchimento delle informazioni, perché questo termine indica qualcosa di aggiunto alla riproduzione. Più verosimilmente, possiamo dire che il messaggio non viene in alcun modo spogliato, semplificato o privato di ogni sua piccola "nuance".

Una conferma viene dall'ascolto di Tarkus degli Emerson Lake & Palmer, un album risalente al 1971 la cui prima facciata è interamente occupata dalla suite che dà il titolo all'album. Tarkus è il nome del mostro ibrido immaginario raffigurato sulla copertina dell'album: un grande armadillo dotato di cingoli da carro armato e cannoni, una creatura metà animale e metà macchina. Veniamo proiettati nella dimensione di uno degli album progressive più epici in assoluto. L'uso massiccio delle tastiere elettroniche, umanizzato dalla calda voce di Greg Lake, gli conferisce un sapore tutto particolare. Un disco registrato molto bene per gli standard del rock progressivo dell'epoca, che si lascia apprezzare per una riproduzione energica, dinamica e d'impatto, rievocativa del suono "Tubey Magic", analogicamente caldo e corposo, dove l'organo Hammond e i sintetizzatori Moog di Keith Emerson trovano i loro migliori fasti. E l'XAI20, con la sua preamplificazione valvolare SE, che coccola non poco la seconda armonica, con quest'album va a nozze. Ho sempre qualche difficoltà a parlare di palcoscenico tridimensionale: alcune elettroniche lo rendono vago, se non confuso. Qui però ho gioco facile nel dire che l'accuratezza del dettaglio rende non solo ben definiti i contorni di voci e strumenti, ma favorisce anche una scansione credibile dei piani sonori.

Ho ravvisato un'ottima profondità in Standards in Norway di Keith Jarrett, eccellente album dell'etichetta ECM Records, registrato dal vivo al Konserthuset di Oslo nel 1989. Qui di scena si può parlare senza impaccio: innanzitutto, il pianoforte del grande Keith ha un suono cristallino, ricco di armoniche e perfettamente definito lungo tutta la tastiera. Notevole l'equilibrio sonoro dei tre strumenti che formano il mitico Standards Trio. Lucido, impeccabile e prospetticamente ineccepibile è il bilanciamento tra il pianoforte di Jarrett, il contrabbasso di Peacock e la batteria di DeJohnette. Il nostro integrato non tradisce le grandi qualità di questo disco, anzi ne asseconda a meraviglia la profondità di suono, la definizione certosina delle spazzole e quella dei piatti della batteria. Le voci... ne ho scelte tre maschili e tre femminili, e delle migliori possibili. Freddie Mercury, in Barcelona Special Edition, esibisce una vocalità sfavillante. La sua voce unica aveva un'estensione di oltre tre ottave e l'XAI20, con il suo timbro luminoso, le rende piena giustizia. D'altronde, non ci si poteva aspettare di meno da un'elettronica che ha corpo e calore da vendere, ottime articolazione e presenza, mentre il gran controllo dei mediobassi evita quegli artificiali rigonfiamenti che renderebbero la voce maschile rimbombante o impastata, merito anche dell'elevato fattore di smorzamento.

Una riprova di tali qualità viene dall'ascolto di una voce non facile da riprodurre come quella di Fabrizio De André. La ascolto in Anime salve, un album superbo, realizzato a quattro mani con Ivano Fossati. La voce del grande Faber è generosa, ma non fuori controllo nel medio-basso, era prevedibile con un Damping Factor che sulle medie frequenze supera i 550. Inappuntabili anche le voci femminili di Mariah Carey, Céline Dion e Mina, dove il nostro continua a sfuggire a ogni tentativo di critica negativa, abile com'è nella gestione delle frequenze medie e alte, nelle quali non si evidenziano fastidiose sottolineature delle sibilanti, asprezze o distorsioni. Ma questo non è forse il minimo che si debba chiedere a un amplificatore moderno e performante (e ce ne sono tanti)? Certo, ma non solo, perché dal canto suo l'XAI20 aggiunge ai freddi dati tecnici una fantastica qualità del timbro, una bellezza che va oltre il mero dato numerico per entrare nella sfera ideale di una piena soddisfazione auditiva. Tra gli album ho scelto MinaCantaLucio anche per il suo grande valore artistico: un album tributo della cantante alla celebre coppia Mogol-Battisti, intenso e commovente. Il pianoforte è un'altra gatta da pelare per un'amplificazione, una delle prove più difficili cui possa essere sottoposta a causa della gamma di frequenze molto ampia, dei picchi improvvisi di volume e della complessa risonanza delle corde.

Sono tutti elementi che mettono a dura prova non solo l'amplificatore, ma l'intera catena audio. Parliamo di transienti intensi e fulminei, che richiedono a monte una notevole riserva di potenza per non entrare in distorsione. Anche la prova della complessità armonica è brillantemente superata: nessuna confusione dovuta alla distorsione d'intermodulazione traspare. La velocità, peraltro emersa in tutti gli altri brani, si rivela un elemento cruciale proprio nel pianoforte, essendo necessaria per riprodurre realisticamente l'impatto del martelletto sulle corde. Insomma, il MicroSound Technology XAI20 sa farsi rispettare in ogni occasione, e non solo per l'incanto timbrico. Di forza ne ha da vendere, anche se i dati di targa parlano di soli 20 watt per canale su 8 ohm (in realtà sono una trentina, puliti). Incredibile la facondia armonica nel CD Franz Liszt. Années de pèlerinage, interpretato dal grande Francesco Libetta, teso a evidenziare una raccolta di brani quanto mai sfaccettata e dai colori continuamente cangianti. L'ascolto termina con la musica sinfonica, ma a questo punto il lettore già saprà dove vado a parare. Alla fine di questo percorso d'ascolto, non posso fare a meno di lodare senza riserve questo amplificatore integrato ibrido, che unisce una sezione preamplificatrice a valvole dalla grande ricchezza di dettagli a una sezione finale robusta e dinamica.

Ne beneficia, senza se e senza ma, anche la musica orchestrale sinfonica, splendidamente registrata nei tre album conclusivi. Qualcuno a questo punto si chiederà perché non ho parlato delle differenze di comportamento tra la Classe A e la Classe AB. Semplicemente perché non ne ho trovate.


Alfredo Di Pietro

Agosto 2026


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