
Saverio Corasaniti (a sinistra) e Lorenzo Prato.
INTRO

Nel corso delle mie annose peregrinazioni audiofile credo di aver accumulato sufficiente esperienza per poter distinguere due fondamentali categorie di professionisti del settore Audio. La prima è quella dei venditori puri, figure commerciali che si occupano esclusivamente della vendita e non hanno delle competenze tecniche approfondite dei prodotti che propongono. La seconda è formata invece da operatori che sono anche degli appassionati, da competenti credono fermamente nel valore degli oggetti trattati e allacciano con il cliente un legame di fiducia. A questa seconda categoria appartengono sicuramente Lorenzo Prato e Saverio Corasaniti, che ho conosciuto in un piovoso 14 marzo presso la loro sede di Cogliate, non molto distante dalla mia abitazione. Ci sono uomini che si riconoscono sulla lunga distanza, la cui personalità riusciamo a inquadrare dopo averli a lungo frequentati, non è certamente il caso dei nostri due amici che hanno immediatamente esternato il loro entusiasmo per la musica e la riproduzione audio. Il loro approccio "obliquo" tra musica e HiFi non è sempre di facile riscontro, anche se dovrebbe essere del tutto logico.

Diffusori Epos AVS 5.1

Non di rado ho conosciuto audiofili che hanno un rapporto sbilanciato tra queste due componenti. Da un lato ci sono quelli non esattamente intenditori di musica, attenti soprattutto al suono e a limare continuamente le prestazioni del loro impianto alla ricerca di un Sacro Graal (la maggioranza?). Dall'altro ne troviamo invece altri che pongono l'arte musicale al centro della loro attenzione, disinteressandosi quasi completamente al mezzo, al punto tale da avere discoteche sterminate che riproducono su impianti modesti, per essere buoni. Rivelatore può essere l'esempio di un grande pianista, che ho avuto il piacere e l'onore d'intervistare, che era dotato di un compattone da centro commerciale. Sono due prototipi estremi, assodato che la maggioranza degli audiofili e musicofili si muove entro diverse gradazioni tra queste due opposte polarità, fermo restando che ognuno è libero di forgiare la propria passione come meglio desidera.

DUE VITE PARALLELE NEL BUON NOME DELLA MUSICA E DELL'ALTA FEDELTÀ


La citazione delle Vite parallele di Plutarco non è casuale. In quest'opera biografica scritta nel I secolo d.C. viene analizzata la vita di ventitré coppie di biografie che mettono a confronto un grande personaggio del mondo greco con uno del mondo romano. Lo scopo della mia menzione non è tanto strutturale, con una chiusa riguardante una "synkrisis" (confronto) di ogni coppia di personaggi, quanto morale, volendo considerare il carattere e le diverse sfumature della passione dei nostri due amici. Lorenzo Prato è appassionato di musica e HiFi da una cinquantina d'anni. Negli ultimi dieci-quindici ha iniziato a interessarsi di registrazioni a livello professionale, ergo dischi in vinile, CD e tutto quello ruota intorno a questo mondo. Una sorta di attrazione "fatale" che a un certo punto ha voluto mettere a frutto cominciando a vendere, visitare e partecipare alle fiere di settore, organizzando parallelamente piccoli eventi nell'ambito musicale. Qualche tempo fa ha incontrato tramite un amico Saverio Corasaniti, ha legato con lui sulla base di una passione comune e insieme hanno deciso di mettere a fattor comune le loro esperienze. Le due aziende si sono così accorpate creando con il tempo un ambiente dedicato sostanzialmente alla cura di entrambe le istanze. Un locale con degli spazi adeguati, reperito dopo attente ricerche e valutazioni, dove poter mettere a disposizione del cliente una buona scelta di musica registrata, soprattutto vinili ma anche CD, DVD e un po' di memorabilia.

Il loro voler privilegiare gli LP deriva dalla convinzione che ancora oggi, nonostante sia passato tanto tempo da quando sono nati, rimangano molto validi. La cura degli impianti è stata poi orientata coerentemente con questa preferenza, nella direzione di Front End analogici di particolare pregio. L'attuale sede della Gaudio Sound conta quattro sale d'ascolto di vario livello, si parte da quella che accoglie l'impiantino economico, se il budget che si ha a disposizione è modesto, sino ad arrivare a impianti di livello estremamente alto. Ritornando al precipuo ambito d'azione di Lorenzo, focalizzato ai supporti musicali, al momento nel negozio ci sono circa un paio di migliaia di titoli diversi, appartenenti a tutti i generi musicali: si parte dal metal, passando per il rock, la musica alternativa, per approdare al folk e alla classica. C'è un po' di tutto, con alcuni generi che sono più rappresentati di altri; considerando che l'esercizio non è stato aperto da tantissimo tempo ed è ancora in corso di approvvigionamento di registrazioni. Il cliente può dunque avvalersi di un catalogo in espansione, tra quanto esposto e quello che giace ancora in cantina. Qui c'è un pallet pieno di dischi da tirar fuori e catalogare, ogni giorno si aggiunge qualcosa di nuovo, solo tre dischi o magari trenta, cinquanta, dipende dalle giornate e dagli impegni, ma una cosa è certa: non passa giorno che la collezione non venga infittita.


Pur piacendogli un po' di tutto, ci sono cose che ovviamente Lorenzo Prato conosce meglio e quindi può proporre più agevolmente di altre che frequenta meno. Il suo genere preferito rimane il jazz, seguono il rock, la classica, mentre, anche per un fatto d'età, ha minor dimestichezza con la musica più moderna, come l'alternativa, metal e dance. Il desiderio di aggiornarsi è comunque costantemente presente nella sua attività, tenuto vivo grazie anche allo scambio con i ragazzi e tutte le persone che frequentano questi spazi. Tante volte capita che invece di essere lui a dare spiegazioni, sono i clienti che al contrario le danno a lui su certe cose. Va da sé che non si può sapere tutto, ma l'importante è conservare l'apertura mentale verso il nuovo, un approccio che invita a guardare incessantemente al futuro. Appena si riuscirà a inquadrare, a ingranare bene l'attività, si potranno organizzare con cognizione di causa pure dei piccoli eventi culturali. Noto appesi alle pareti dei quadri, sono di un artista della zona, anche lui appassionato e grande esperto di musica, si chiama Jimi Gazzosa. Sono dipinti che Lorenzo mette nella categoria dell'impressionismo post-industriale. Non viene esclusa dal novero dei suoi interessi culturali l'arte pittorica, oggi rappresentata nel negozio da un artista che ritiene molto molto bravo, qui c'è una sua piccola personale e la domenica precedente alla mia visita è stato realizzato un evento a Rho, dove si univano arte visiva e musica.

Queste cose di "crossover" piacciono molto a Lorenzo. C'è dunque l'ambizione di conquistarsi una posizione culturalmente rilevante, incarnata in quest'aspirazione a fare dei piccoli eventi, sempre incardinati alla musica, dove vengono presentate delle opere di arte visiva, libri e nuove uscite discografiche. C'è insomma il manifesto obiettivo di far diventare questo posto anche un polo attrattivo intellettuale e non solo un riferimento per chi vuol comprare un disco o un oggetto HiFi. In Saverio Corasaniti la passione per l'audio è iniziata da quando è nato, lui che ha sempre vissuto immerso nella musica. Suo padre era un fervente cultore che ascoltava la musica su un bellissimo impianto Telefunken. Saverio se lo ricorda ancora, era un mobile che si apriva e veniva fuori il giradischi, mentre sopra c'era la radio, entrambi amplificati dalla medesima elettronica. Al godimento della musica si aggiungeva il piacere di bere, magari mentre la si ascoltava, un buon bicchierino di liquore. All'interno del mobile c'era infatti anche un piccolo vano bar con delle bottiglie. Lo ricorda con sincera commozione, all'epoca visto da lui come una vera opera d'arte, a partire dal bel mobile di legno. La narrazione di Saverio porta alla luce dei sentimenti la cui freschezza, smalto e convinzione appaiono ancora oggi intatti. All'età di dieci anni, mosso da curiosità, iniziò a smontare quest'antenato del moderno "All-in-one", voleva capire com'era fatto e cosa nascondesse al suo interno.


Possiamo far risalire la sua passione per la musica e l'Audio proprio da quel momento, mentre quella per l'acustica è arrivata pian piano in seguito. Con coerenza volle proseguire lungo la strada intrapresa della curiosità e della scoperta, così nacque la Gaudio Sound, all'inizio dedita alla progettazione elettronica e poi, quasi per sfida, diramatasi verso l'elettroacustica con il progetto di un diffusore che potesse uscire fuori dai soliti schemi. Se il nuovo corso era stabilito, l'obiettivo principale era soprattutto quello dell'acustica, sulla solida base della visita e frequentazione di moltissimi studi di registrazione. Collateralmente, l'attenzione del marchio era rivolta pure all'audio professionale, a cui si aggiunse il settore dell'alta fedeltà domestica, quasi per una smania di completezza, il quale iniziò a ricoprire un ruolo considerevole nella sua attività. Conobbe Carlo Contaldo e suo figlio Gianpaolo, proprietari della Vexo, nel corso di un periodo irripetibile per la sua vita professionale. Saverio realizzò subito che quelle due persone avevano progettato e costruito degli amplificatori valvolari veramente spettacolari. Avvenne purtroppo che dopo tanti anni di attività erano intenzionati a chiudere l'azienda, anche perché avevano ormai raggiunto una certa età, e avevano chiesto a Saverio se fosse stato disponibile a continuare questa loro passione, rilevando l'impresa aziendale.

Nella consapevolezza che l'occasione fosse per lui foriera d'interessanti sviluppi, fu ben felice di accettare la proposta, anche perché molto legato al concetto di un vero artigianato audio, di quelli che si fanno con passione e cercando di cogliere dei ragguardevoli risultati sonori. Prese allora in mano le redini della Vexo, sono quasi otto anni che questa realtà è affiancata alla sua originaria, la Gaudio Sound, che è stata sempre ligia all'intenzione iniziale di dedicarsi all'acustica, all'audio professionale e alla registrazione, potendo disporre di un non indifferente parco macchine per poter registrare. Non sono ricordi inconsistenti, basta volgere lo sguardo a ciò che ci sta intorno per comprenderlo, per scoprire i mitici registratori a bobine Revox, Telefunken e AEG accolti negli spazi di questo glorioso "atelier" dell'Audio che nulla dal suo sguardo esclude. Lui mi parla anche di un favoloso Revox G36, al momento non in negozio perché deve prima sottoporlo a un'accurata manutenzione, è una macchina che ha una settantina d'anni, nata negli anni '60. Mi confessa che una larga parte della sua attività ha riguardato proprio la registrazione, avvalendosi anche di preamplificatori costruiti dal suo marchio. Come microfoni gli piace usare quasi esclusivamente gli Audio Ribera, in associazione ai cavi professionali Mogami. Per rimanere nello specifico ambito dei cablaggi, bisogna ricordare che la Gaudio Sound è anche distributrice della DH Labs, un'azienda americana che produce cavi Hi-Fi.


IL PIANETA VEXO
Negli ultimi anni, dopo l'acquisizione della Vexo da parte di Saverio Corasaniti, il rilascio di altri due prodotti, il Power-Bank, condizionatore di rete ad alte prestazioni, e il preamplificatore Phono PH-PS, è andato a infoltire un catalogo prodotti composto dal preamplificatore linea LP-PS, amplificatore per cuffia VX ATT.01.01 e gli amplificatore finali di potenza stereo S20, S30 ed S40. Questi ultimi erogano le potenze crescenti di 15 Watt, 25 Watt e 50 Watt per canale. Ritornando a bomba alle due novità, il filtro di rete vanta a oggi due recensioni, una da parte della rivista Suono e l'altra stilata da Angelo Jasparro di Audio Activity. Il Power Conditioner stabilisce una perfetta continuità qualitativa con la pregressa produzione, progettato quasi parallelamente al preamplificatore Phono, che è l'ultimo nato in casa Vexo. Parliamo di un pregevole oggetto a doppio telaio con alimentazione separata di tipo induttivo (tutte le apparecchiature prodotte dal marchio hanno lo stadio di alimentazione separato). Stessa filosofia progettuale segue anche il preamplificatore Phono, a tutto vantaggio della silenziosità, cosa particolarmente importante da conseguire su un preamplificatore Phono a causa dell'esiguità del segnale da trattare. Si viaggia nel critico territorio di tensioni che vanno da pochissimi mV per le MM a frazioni di mV per le MC. Sono valori che spesso e volentieri comportano dei problemi in oggetti di questo tipo, contraddistinti da guadagni molto alti. Sappiamo bene che in questi basta un niente per innescare dei rumori che poi vengono amplificati dalla catena, un ottimo motivo per prestare particolare cura all'alimentazione, proprio come Vexo fa senza lesinare sul livello della componentistica. Parliamo di una macchina completamente bilanciata, che però dispone d'ingressi anche sbilanciati, con un guadagno in modalità MC di 72 dB e di 52 dB in MM.

Impianto 1.
Giradischi Rega P3 con braccio Rega RP300, lettore Blu-ray Oppo BDP-105D, preamplificatore Copland CTA 301, amplificatore finale di potenza stereo Musical Fidelity AMS100, diffusori Bösendorfer VC2.

Impianto 2.
Giradischi Thorens TD166 MkII, lettore DVD Rotel RDV-985, amplificatore integrato stereo Harman/Kardon PM645 Vxi, diffusori Klipsch Synergy F2.

Impianto 3.
Meccanica di lettura CD Audiolab 6000CDT, preamplificatore/DAC Abbingdon Music Research Digital Processor DP-777, preamplificatore Digital/Analogico CanEVER ZeroUno Plus Ultra, amplificatore finale di potenza stereo Vexo S30, amplificatore finale di potenza stereo CanEVER Malibran Tesla, diffusori Kroma Audio Atelier Julieta, Vexo Power Conditioner.



Amplificatore finale di potenza stereo Balanced Audio Technology VK - 600 SE (a sinistra) e CanEVER La Scala.
IL VINTAGE
CROCE E DELIZIA DEGLI AUDIOFILI
La consapevolezza dei rischi legati alla manutenzione di componenti vecchi e l'esigenza di trovare un bravo tecnico che sia in grado di ricondizionare nel modo più conservativo possibile un apparecchio che nella migliore delle ipotesi è da ricappare, non diminuiscono minimamente l'attrattiva che emanano le apparecchiature "d'antan". Una malia che rimane inalterata, generata da quel ponte temporale che ci collega con il passato. Tanto gioca il fattore estetico in tale fascinazione, insieme con una firma sonora che credevamo irrimediabilmente smarrita, preferita da tanti audiofili che trovano eccessivamente neutro e asettico il suono degli odierni oggetti. E se il vintage è capace di coniugare validamente il piacere dell'ascolto con quello del collezionismo, il gioco è fatto. Anche il WAF (Wife Acceptance Factor) verrà sicuramente avvantaggiato dagli anni '60, '70 e '80, contro la freddezza dei moderni. Veri e propri elementi di seduzione sono in tal senso il calore dei pannelli in legno, la giunonica tornitura delle manopole in alluminio, la luce dei Vu-Meter analogici, se presenti, e quelle lucine che concorrono alla creazione di un'atmosfera magneticamente nostalgica.


Diffusori Technics SB-F920.

Diffusori Advent 4002.

Diffusori AR 2ax.

Diffusori ESB 80LD.

Amplificatore integrato stereo Philips DFA888.
Senza parlare della stoffa sonora, che da vintagista convinto io trovo calda e piena, anche se non ha quella chirurgicità di dettaglio propria delle amplificazioni e degli attuali diffusori, talvolta viranti verso il gelidamente analitico e impersonale. Ecco che il negozio dei nostri due amici non vuole lasciarsi sfuggire l'occasione dare spazio anche al vintage, con tutto il corteo emozionale che si porta dietro. La carrellata d'immagini che ho raccolto con la mia fotocamera Lumix FZ1000-2 lascia trasparire il romantico e il malinconico che alberga in questi oggetti, come in una sorta di "Ghost in the Machine". Lascio a loro la parola, avendo cura di citare con precisione marca e modello di quanto raffigurato. Un'emozionante incursione nel passato di cui recherò a lungo memoria.

Amplificatore integrato stereo Luxman A-353.

Amplificatore integrato stereo Vexo VXSE - KT88/C.

Diffusori Paolo Beduschi Scarlatti e registratore a bobine Telefunken Magnetophon.

Registratore a bobine Telefunken Magnetophon.

Registratore a bobine AEG Magnetophon 15 A.

Registratore a bobine Revox A77.

Diffusori attivi Philips MFB 541.
UN VERTICE DI NATURALEZZA
L'ASCOLTO

Saverio mi accompagna nella sala principale del suo negozio, quella di cui lui è giustamente più orgoglioso. Qui c'è un concentrato di quanto di meglio è presente nel negozio cogliatese, a iniziare dalle sontuose e sofisticate Sigma Acoustic Orchestra 2.9 nella versione speciale "Limited Edition". Un sistema cresciuto con l'obiettivo di accordare al massimo livello ogni gamma di frequenza dello spettro udibile. Partendo dal midrange da 22 cm, un componente fondamentale vista l'estrema sensibilità dell'orecchio umano alle frequenze medie, questo utilizza un cono in fibra di carta di papiro (Cyperus Papyrus), mosso da un potente motore con magnete in Alnico. Ad accoglierlo in un cabinet separato è un mobile molto sofisticato, oltre che bello, con tecnologia brevettata SCV (Structure-Coupled-Vibration), atta a eliminare le risonanze, garantendo precisione e dinamica. Non solo al medio è stato dedicato un volume separato, ma tre sono i cabinet indipendenti. Il caricamento di questo imponente tre vie è in Bass Reflex, risponde in frequenza da 19 Hz a 30.000 Hz. Molto elevata la sensibilità, pari a 95 dB/2,83 V/1 m, impedenza nominale 8 Ohm (minimo 6 Ohm). Tutti di altissimo livello i componenti.



Oltre al midrange, del quale abbiamo già parlato, c'è un grande woofer da 42 cm (16,5″) in fibra di vetro con porta accordata, un tweeter del tipo AMT (Air Motion Transformer) in Kapton Neodimio con allineamento temporale regolabile sul quale vale la pena soffermarsi un po'. Parliamo di un sofisticato trasduttore caratterizzato dal suo esclusivo diaframma piegato a fisarmonica. Inventato dal fisico tedesco Oskar Heil negli anni '60, questo componente sposta l'aria secondo un principio fisico diverso rispetto ai classici altoparlanti a cupola o a cono. A differenza di questi, che si muovono avanti e indietro come un pistone, l'AMT è basato su una sottile membrana in polietilene o poliammide, spesso in Kapton come il nostro, ripiegata su se stessa. L'emissione è dunque a "soffietto" poiché quando il segnale elettrico attraversa i conduttori in alluminio stampati sulla membrana, tali pieghe si stringono e si allargano "spremendo" l'aria fuori da esse e, particolare importante, a una velocità fino a cinque volte superiore a quella del movimento della membrana stessa. La superficie radiante, inoltre, grazie alla struttura ripiegata ha una grande estensione rispetto allo spazio effettivamente occupato. La potenza consigliata per questi diffusori va da un minimo di 15 Watt (esattamente quelli che eroga il finale Vexo S20) a un massimo di 500 Watt.



Sul versante sorgenti segnaliamo la presenza del giradischi Thales TTT-Slim II, con braccio Thales Easy e testina EMT JSD Pure Black, lettore CD AVM Evolution CD 1 e convertitore D/A Gaudio Sound GS 1.1. Tutte Vexo le amplificazioni: preamplificatore linea LP-PS, preamplificatore Phono PH-PS e il citato amplificatore finale di potenza stereo S20 (ognuno con la sua alimentazione separata), completa la dotazione il filtro di rete Power Conditioner, indispensabile per esaltare la qualità sonora di un impianto talmente avanzato. L'amplificatore di potenza era il Vexo S20 è il più piccolo prodotto dal marchio, erogando solo 15 Watt. Un Push-Pull di 2A3 con feedback negativo zero, completamente bilanciato e privo di circuiti integrati, eroga una potenza che si potrebbe ritenere esigua, se non insufficiente, per due bestioni come le Sigma Acoustic Orchestra 2.9, peccato che queste vantino una sensibilità di ben 95 dB e sono risultate tranquillamente pilotabili dall'S20, anche se personalmente ritengo che qualche Watt in più avrebbe aiutato le basse frequenze a esprimersi con più energia. Tutta la cavetteria era DH Lab, un marchio americano trattato dalla Gaudio Sound. Dall'impianto acceso e non ancora sottoposto ad alcuno stimolo musicale filtrava un silenzio assoluto, merito certamente anche del Power Conditioner Vexo.


Ogni buon audiofilo sa che nella rete elettrica viaggiano un sacco di disturbi, rumori indotti da tutto quello che è collegato, come alimentazioni switching, lampade al neon e tutte quelle apparecchiature che producono delle spurie, poi immesse in rete. Ecco che la sua preziosa azione si estrinseca in direzione dell'eliminazione dei disturbi EMI/RFI, interferenze e sbalzi di tensione. Il risultato è un sensibile miglioramento delle prestazioni con la riduzione del rumore di fondo, aumento della definizione, dinamica e scena sonora. Questa macchina ha sette prese, di cui quattro filtrate, dedicate alle sorgenti, preamplificatori, DAC, preamplificatori Phono. Non filtrate invece le rimanenti tre, utili per il collegamento degli amplificatori. Un'altra cruciale funzione che ha questo filtro è quella d'isolare tutte le apparecchiature che gli vengono collegate. Questo significa che se viene connesso un apparecchio produttore di disturbi, tutti gli altri non verranno influenzati da tali rumori indesiderati.


BRANI ASCOLTATI
Bobby Watson - Appointment in Milano. LP
Fabrizio De Andrè - Le Nuvole. LP
Music for the party of the year!
The dynamic new version of the Pink Panther theme from St. Germain & The Classical Henry Mancini original.
Pink Panther 40th Anniversary - LP 45 giri.
Bob Seger & The Silver Bullett Band - Against The Wind. LP
Stokowsky - Rhapsodies. LP
Rimarchevole è innanzitutto la scelta dei brani che Saverio ha voluto sottopormi, cinque LP conosciuti per l'eccellenza tecnica della registrazione, oltre che artistica. Una carrellata di soli cinque dischi, ma ben mirata a mettere in evidenza le qualità di quest'impianto, la ritengo una soluzione intelligente per consentire una valutazione attendibile delle qualità e potenzialità della catena. Hanno contribuito alle mie impressioni d'ascolto le atmosfere jazz, la speciale vocalità di un grande come Fabrizio De Andrè, l'ampiezza del suono, la pulizia e dinamica in Against The Wind, la straordinaria incisività dinamica del Pink Panther Theme (un LP a 45 giri) e le aperture orchestrali di Rhapsodie, un LP che cattura alla perfezione il peculiare "Suono Stokowski", ricco, timbricamente veritiero e con una gamma dinamica estesa. Un suono che mi ha immediatamente colpito per la capacità di esprimere i più fini dettagli, per l'incredibile ricchezza del tessuto sonoro. In questa catena non si è assolutamente manifestata alcuna semplificazione, al contrario la "texture" era talmente particolareggiata da far ipotizzare una sorta di "realtà aumentata" rispetto a soluzioni meno nobili, un netto arricchimento di quanto è dato ascoltare su impianti "normali", che non tutto del messaggio sonoro lasciano trapelare.
Cinque dischi dunque di fantastico livello tecnico e artistico, ascoltati su una catena che, tengo a sottolineare, ha espresso ogni minima nuance in modo del tutto naturale, per niente invasivo e senza mai dare la sensazione di un suono forzato o artificialmente estremizzato. Tutto è scaturito come limpida acqua di fonte. Così è stato nell'album Appointment in Milano di Bobby Watson, una vera pietra miliare che unisce valore artistico ed eccezionale qualità tecnica di registrazione. Fu registrato presso lo Studio Barigozzi di Milano, i nastri originali del 1985 furono incisi senza l'uso del sistema Dolby, con una velocità di 76 cm/s, elemento che garantiva una restituzione intonsa del dettaglio e della gamma dinamica. Non ho ancora parlato del palcoscenico tridimensionale e questo disco me ne dà il destro con degli strumenti ben posizionati, dove il sassofono di Watson era individuabile esattamente al centro. La batteria di Giampiero Prina, pur riprodotta con precisione e velocità di transienti, non è risultata molto dotata di quel punch e fisicità che sono propri di questo strumento, ma qui è una questione di Watt e, secondo me, qualcuno in più non avrebbe guastato. Possiamo considerare Le Nuvole di Fabrizio De André un album di livello tecnico talmente elevato da essere spesso eletto a disco test per la valutazione di impianti HiFi.
Rivela un suono di grande presenza, molto ben definito nella sua complessità. Un valido test della timbrica di un impianto, in considerazione dell'utilizzo di strumenti particolari come la chitarra, il mandolino, il bouzouki e la tammorra; notevoli pure i flauti, che includono quello di canna e in sol. Un plauso merita anche la scena, precisa nella collocazione spaziale degli strumenti, mai approssimativa in tal senso. Il Pink Panther Theme mi ha letteralmente sconcertato per la dinamica, davvero impressionante quella espressa se pensiamo che a monte c'erano "solo" 15 Watt. Ma il responso dell'orecchio è stato insindacabile, a testimonianza di una scelta coraggiosa da parte di Saverio Corasaniti, non certamente frutto di avventatezza o sconsideratezza. L'ascolto dell'album Against The Wind è stato una conferma di come i grandi mezzi investiti nella registrazione abbiano trovato adeguato riscontro nella raffinatezza del setup. Anche qui il nostro Cicerone è andato a colpo sicuro con una produzione che ha vinto il Grammy Award nel 1980 per il "Best Recording Package", a testimonianza della grande attenzione tecnica che le è stata dedicata. Ciò che ho sentito parla chiaro, un condensato delle migliori qualità dell'analogico: quel timbro caldo (Tubey Magic), tridimensionalmente scolpito e quella fine spazialità che mi ha consentito di percepire senza approssimazioni la profondità dell'ambiente in cui il disco è stato registrato.
La non lunghissima ma intensa seduta d'ascolto è terminata alla grande con Stokowsky - Rhapsodies. Un disco del 1960 con Leopold Stokowski alla testa della RCA Victor Symphony Orchestra, universalmente riconosciuto come un capolavoro tecnico, spesso citato tra le migliori produzioni RCA Living Stereo di quel periodo. Il produttore e tecnico Bob Simpson ai tempi adoperò un registratore a tre piste Ampex per catturare un suono eccezionalmente ricco, dettagliato, dotato di una sorprendente profondità di campo. Soprattutto genuino sin nel midollo, non affetto da quell'invasivo editing che in seguito ha avuto la stura in era digitale. Un suono verità che riconcilia con quei sani principi, che sembrano talvolta essere traditi, dichiarati agli esordi dell'alta fedeltà. Esco dal negozio di Saverio e Lorenzo ancora con quelle immagini e quei suoni in testa, ad aspettarmi c'è fuori lo stesso clima grigio e piovoso del mio arrivo, tuttavia qualcosa in me è cambiato. Apro l'ombrello, mi metto in auto e ritorno a casa.

Alfredo Di Pietro
Aprile 2026